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Poli, 6 milioni
Genova

Poli, 6 milioni

null. Allenamento, ovviamente senza forzare, soprattutto senza rischiare. Poi il rito dei saluti. Da domani, il gioiellino blucerchiato sarà gioiellino dell’Inter a tutti gli effetti. Ieri, i primi complimenti, al telefono, dai compagni di casa Sampdoria. E ieri anche un blitz a Milano per effettuare le visite mediche. Tutto okay, si fa. Per 7 milioni di buoni motivi e perché la società Sampdoria – lo ha detto e ripetuto il ds Pasquale Sensibile – si è esposta fin qua per una cifra intorno ai 9 milioni. Si fa. Un milione subito in cassa, 6 se l’Inter vorrà – o dovrà – riscattare il centrocampista la prossima estate. Per chiarirsi: nell’accordo c’è una clausola che prevede riscatto automatico se Poli metterà insieme 20 presenze da almeno trenta minuti in campionato.
Diversamente Moratti e Branca potranno esercitare il diritto a prezzo già concordato. In più, per la Sampdoria opzione sull’arrivo fra 12 mesi del talentino Simone Pasa. Classe ’94, centrocampista centrale “alla Redondo”, bel fisico e figlio d’arte.

Papà Daniele era centrocampista nell’Udinese di Zico. Il figlio ha cominciato una parabola che promette di toccare punti più alti: nato a Montebelluna (il paese di Aldo Serena), cresciuto nella squadra locale, passato all’Inter e lanciato giovanissimo in Primavera da Fulvio Pea, passato dallo scudetto con i baby blucerchiati alla panchina dell’Inter (e ora al Sassuolo). Pasa rompe (il gioco avversario), costruisce e ha ottime referenze. Poli va. La Samp perde un pezzo. Probabilmente il giocatore più promettente fra quelli della rosa attuale. Ma anche frenato da un anno in chiaroscuro, fra problemi fisici, scarsa fiducia e, quest’anno, anche la difficoltà di dover interpretare una parte non sua – quella di uomo dell’ultimo passaggio – che la mancanza di un giocatore di specifica attitudine rendeva obbligatorio. Poli, dunque, va a giocarsi le sue carte. Ed è un sacrificio ragionato. Le alternative non mancano: innanzi tutto il neoacquisto Bentivoglio, quindi Pedro, Dessena e Soriano. Altro peso, anche psicologico, avrebbe avuto l’eventuale cessione di Angelo Palombo, capitano e simbolo, corteggiatissimo dalla Fiorentina.

Palombo resta, e se sarà quello visto contro il Padova, bentornato al top.

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