Giovanardi: scusa? Per perizie Cucchi morto per la droga
Giovanardi su caso Cucchi: “Perché scusarmi?”
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Giovanardi su caso Cucchi: “Perché scusarmi?”

carlo giovanardi

La verità sulla morte di Stefano Cucchi emerge dopo 9 anni di silenzi e depistaggi. Nonostante questo, Carlo Giovanardi non vuole chiedere "scusa".

Nonostante il carabiniere Francesco Tedesco durante il processo ha confessato che Stefano Cucchi è stato picchiato dai carabinieri dopo il suo arresto, Carlo Giovanardi continua a ribadire che per le perizie “la prima causa della morte era la droga“. Ecco perché non si sente di chiedere scusa ad Ilaria né alla famiglia Cucchi, che ha lottato 9 anni contro tutti (soprattutto contro molte istituzioni) per arrivare alla verità.

Ilaria Cucchi: Stato ci chieda scusa

“Ci chieda scusa chi ci ha offesi in tutti questi anni. Ci chieda scusa chi in tutti questi anni ha affermato che Stefano è morto di suo, che era caduto. Ci chieda scusa chi ci ha denunciato. Sto leggendo con le lacrime agli occhi quello che hanno fatto a mio fratello. Non so dire altro. Chi ha fatto carriera politica offendendoci si deve vergognare. Lo Stato deve chiederci scusa. Deve chiedere scusa alla famiglia Cucchi” scrive su Facebook Ilaria, la sorella del geometra romano morto nel 2009, sei giorni dopo il suo arresto.

Nel corso dell’udienza di ieri del processo bis sulla morte di Stefano Cucchi, il carabiniere Francesco Tedesco, uno degli imputati, ha confessato infatti che il 30enne è stato effettivamente stato picchiato. Il militare ha però scaricato le responsabilità sui colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, anche loro accusati di omicidio preterintenzionale.

Ilaria sottolinea che il primo doversi scusare dovrebbe essere Matteo Salvini, che nei mesi scorsi si è più volte scontrato con la famiglia Cucchi. “Sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. – annuncia quindi il ministro dell’Interno – Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l’eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell’ordine”. La parola “scusa”, però, non è presente nella dichiarazione del vicepremier.

E a quanto pare non sembra essere intenzionato a scusarsi nemmeno Carlo Giovanardi, che all’epoca della morte di Stefano Cucchi era sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle tossicodipendenze. Giovanardi per anni ha sostenuto la tesi “che stava ai medici obbligare quel ragazzo a nutrirsi e se così avessero fatto Cucchi sarebbe ancora vivo” come ribadiva ancora il 1 settembre scorso. Per l’ex senatore non le percosse ma lo stato di debilitazione in cui versava il 30enne, anche a causa della droga, avrebbe in sostanza portato Cucchi alla morte.

Giovanardi: perché dovrei chiedere scusa?

Ed infatti oggi Carlo Giovanardi dichiara: “Non devo assolutamente chiedere scusa. E perché dovrei farlo?”. Ai microfoni de La Zanzara su Radio24 ribadisce: “Continuo a dire quello che ho sempre detto dall’inizio: mi rimetto alle autorità giudiziarie e ai processi, che si fanno nei tribunali, e quando i processi si concludono con una determinata sentenza, l’accetto pienamente”. Giovanardi afferma quindi: “Cucchi fu picchiato 16 volte dagli spacciatori, tutte le perizie dicono che la prima causa della sua morte era la droga“.

Poi ricorda: “Agli agenti di polizia penitenziaria che hanno avuto 5 anni di processo hanno rovinato la vita, gli hanno tagliato lo stipendio e hanno messo le loro foto sui media. Sono stati assolti, ma hanno avuto un calvario. Per una cosa in cui non c’entravano nulla, gli è stata rovinata la vita. – e aggiunge – Prima di condannare i carabinieri facciamo finire i processi, poi eventualmente paghino”.

Infine, Carlo Giovanardi se la prende con Ilaria Cucchi, che già in passato era stata additata come una persona che “sta sfruttando la tragedia del fratello”. “E’ stata eccezionalmente brava, se pensate che è riuscita a convincere il Consiglio comunale di Roma a intitolare una strada a suo fratello. – sottolinea – Prima dei 10 anni della morte di una persona, si intitolano le strade solo ai benemeriti della nazione“. “Ho qualche dubbio che Stefano Cucchi sia un benemerito della nazione” conclude quindi.

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