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Dl fiscale: è scontro tra Movimento 5 stelle e Lega
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Dl fiscale: è scontro tra Movimento 5 stelle e Lega

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Salvini e Di Maio si scontrano sul dl fiscale. Per risolvere le controversie, Conte convoca un nuovo Consiglio dei Ministri.

Dopo le accuse a Porta a Porta, Di Maio chiede un nuovo consiglio dei ministri che riesamini il testo. Salvini ferma tutto: “Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo”. Conte cerca di mediare

E’ scontro tra Lega e M5s

C’è tensione all’interno della maggioranza. Il vicepremier Luigi Di Maio si è lasciato andare ad accuse importanti nell’intervista rilasciata a Porta a Porta. All’interno del salotto di Bruno Vespa, Di Maio ha affermato che qualcuno avrebbe modificato il decreto fiscale dopo il consiglio dei ministri. In particolare, sarebbe stato inserito uno scudo per i capitali all’estero e il tetto dei 100.000 euro ad ogni singola imposta. I 5 stelle quindi chiedono un nuovo consiglio dei ministri che riesamini il testo. Matteo Salvini però ferma tutto: “Il decreto resta. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo”. Il leader della Lega ha poi continuato: “Non si può costruire un giorno e smontare di notte.

Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni o scie chimiche”.

All’attacco anche la sottosegretaria pentastellata Laura Castelli: “Lunedì prima del Consiglio dei Ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? C’è un problema politico”.

Il Premier Conte media: convocato Cdm

Conte da parte sua prova a mediare tra i due leader, convocando un consiglio dei ministri per il 20 ottobre (sabato, ndr). “Una crisi di governo è una prospettiva improbabile. Se ci fosse una crisi dal caso del dl fiscale, non dimostreremmo né passione né responsabilità”. A queste parole Di Maio replica con una diretta Facebook: “Il tema politico ha bisogno di un chiarimento. La sede giusta è il consiglio dei ministri, ma possiamo anche fare un vertice prima”. Il vicepremier ha continuato: “Lo spread è a 327 perché i mercati pensano che il governo non sia più compatto”.

Salvini da parte sua è contrario al Cdm di sabato: “Io sabato ho l’appuntamento con la Coldiretti e soprattutto con i miei figli. Il Paese è importante ma sono importanti anche i figli. Chiamerò Conte perché apprezzo il lavoro che sta facendo. Spero che smettano tutti di fare polemica. Non possiamo convocare un consiglio dei ministri per riapprovare decreti già approvati”. La Lega sembra compattarsi sulla posizione del sottosegretario. Se Salvini non presenzierà al consiglio dei ministri, nessuno dei leghisti sarà presente.

Non ha tardato un ulteriore replica di Di Maio, questa volta ai microfoni di Rete 4, ospite di W l’Italia. “L’irrigidimento di queste ore va risolto. Sono contento che il premier Conte abbia convocato una riunione”. Quanto a Salvini dice: “Possiamo continuare a risponderci a mezzo stampa per sempre, ma spero che possa rinunciare a qualche appuntamento e risolvere questa questione” Il Vicepremier ha concluso: “il Movimento 5 stelle non può votare un testo che prevede scudi fiscali per gli evasori. Possiamo salvare chi ha debiti con Equitalia, non chi fa autoriciclaggio. Credo che neanche gli elettori della Lega vogliano difendere gli evasori”.

Le voci sulle dimissioni di Conte

Fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che “il Presidente del Consiglio Conte non ha mai minacciato dimissioni. Ha espresso la necessità di trovare una soluzione politica ai problemi emersi con il dl fiscale, spiegando che non c’erano alternative alla convocazione del consiglio dei ministri per giungere a una soluzione“.

Salvini risponde e sembra smorzare i toni: “Le polemiche aiutano solo gli avversari del governo, i burocrati e gli speculatori. Basta litigi, lavoriamo e risolviamo i problemi parlando” concludendo con una parziale smentita sulla sua assenza al cdm: “Se serve che Salvini ci sia, Salvini ci sarà“.

Garavaglia: “lo sapevano tutti”

Anche il sottosegretario all’Economia della Lega, Massimo Garavaglia, ha detto la sua. “Lo sapevano tutti” ha detto a che gli ha chiesto chi fosse a conoscenza delle norme del dl contestate. I giornalisti incalzano “Lo sapeva anche Di Maio?”, Garavaglia taglia corto: “non lo so”. Il sottosegretario
però va al contrattacco, parlando dei presunti aumenti delle assicurazioni Rc Auto al nord: “Una norma mai vista né condivisa”. Il Movimento 5 stelle smentisce: la misura sarebbe stata discussa nella riunione sulla manovra e inviata agli alleati della Lega.

Fraccaro: invierò alle Camera un testo pulito

“Con noi niente scudi né condoni. I ministeri e gli uffici sono spesso legati a partiti che hanno governato negli ultimi anni e abbiamo problemi. Spesso nei testi troviamo delle norme non concordate da Lega e 5 stelle. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha commentato l’accaduto.

Intervenuto anche Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: “A noi interessa l’idea di una pace fiscale con la rateizzazione, una parte che il governo ha previsto. Questo significa pagare tutte le tasse da parte delle imprese che hanno criticità oggettive, però significa nessuno sconto, perché noi i condoni non li amiamo”.

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