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Grillo “Meno poteri al Colle”, ma il M5S frena
Politica

Grillo “Meno poteri al Colle”, ma il M5S frena

M5S, Grillo contro il Colle
M5S, Grillo contro il Colle

Dalla manifestazione del Movimento al Circo Massimo, Beppe Grillo attacca il Colle e chiede di togliere i poteri al capo dello Stato.

Beppe Grillo sale sul palco del Circo Massimo stringendo la manina di un manichino, ammiccando alle recenti accuse di Luigi Di Maio a proposito dei ritocchi al decreto fiscale. È con la veemenza del comico e del mattatore che il fondatore del Movimento lancia attacchi a svariati esponenti del panorama politico e istituzionale, a partire da Sergio Mattarella. Le prerogative del Colle sono definite da Grillo “fuori dal tempo”. “Dovremmo togliere i poteri ai capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate, non è più in sintonia col nostro modo di pensare”.

Attacco al Colle, il M5S si dissocia

Grillo commenta anche l’accusa di vilipendio che gli viene contestata per l’invito all’allora Presidente della Repubblica Sergio Napolitano di costituirsi. A tal proposito, rimprovera un ministro del proprio partito, Alfonso Bonafede: “Il procedimento stava fermo dal 2014, è arrivato lui e ora rischio di andare in prigione“. Ma promette: “Se mi arrestano, sarò più forte di prima”.

Nessun commento dal Quirinale in risposta alle accuse del fondatore del M5S.

Sia il Movimento sia Palazzo Chigi, invece, hanno immediatamente preso le distanze: “I poteri del Colle non sono in discussione. Grillo non ha ruoli. La revisione delle prerogative del Quirinale non è nel contratto”.

Tutte le battaglie di Grillo

Nel mirino di Grillo finiscono anche Jean-Claud Juncker (di cui fa l’imitazione) e il presidente francese Emmanuel Macron, definito come uno “psicopatico che ci tratta da lebbrosi” e un “bambino violentato da anziani”. Ma non risparmia neppure il leader del Movimento. Prima fa i complimenti a Di Maio per il lavoro svolto, per poi lasciar aleggiare sul Circo Massimo quella che suona quasi come una minaccia: “Solo io posso metterlo in un angolo, io che so tutto della sua vita“. Poi prosegue: “Ho sentito Luigi dire ‘sono contento per l’oulook stabile’, cosa c**** dici?”.

Duro anche con il premier Conte: “Era un c**** di professorino che faceva l’esegesi del diritto romano, ora dice cose come cambieremo il mondo“.

Al ministro della Salute Giulia Grillo lancia un avvertimento relativo ai troppi esami: “Attenta alla sovradiagnosi”.

Sulle agenzie di rating, commenta: “Non ho più paura di nessuno. Non dovete avere paura di quei malati della tripla A che sono indagati a Trani. Con il debito ci sono due significati: il debito e la colpa. Io non mi sento in colpa, il debito non deve creare una colpa, perché se dovesse creare una colpa la Germania nel 1953 doveva pagare e invece non ha pagato”.

“Salvini dice una cosa e la mantiene”

L’unico politico che si salva dal duro attacco di Grillo è, paradossalmente, Matteo Salvini. “Lo ammiro perché è uno che dice una cosa e la mantiene. L’etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come Dna diversi”. Ma anche sul leader del Carroccio non risparmia un aneddoto che risale a quando, prima che lui entrasse in politica, il comico incontrò sua madre in aeroporto.

“Le ho detto ‘signora, perché quel giorno non ha preso la pillola?'”.

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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in Lettere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in Lettere moderne, con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.