Tria alla Ue: "Sappiamo di non rispettare le regole"
Tria alla Ue: “Sappiamo di non rispettare le regole”
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Tria alla Ue: “Sappiamo di non rispettare le regole”

Giovanni Tria

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha risposto alla lettera della Ue. "Il governo si impegna a intervenire" se non centra gli obiettivi.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha risposto all’Unione europea, che aveva mandato una lettera al governo per chiedere spiegazioni riguardo alla manovra. “Siamo consapevoli di non rispettare le regole”, ha scritto il ministro, “questa deviazione è difficile ma necessaria alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di Pil pre crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della popolazione”.

Le rassicurazioni del governo

Insomma, la manovra non si tocca. Ma questo già lo si sapeva. Nel documento, tuttavia, si trova un passaggio che prova a rassicurare la Commissione europea: “Qualora i rapporti defici/Pil e debito/Pil non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il governo si impegna a intervenire” per correggere il tiro qualora l’Italia divergesse troppo dagli obiettivi di bilancio prospettati. E poi c’è anche spazio per un affondo, stavolta rivolto al cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che aveva detto di non avere intenzione di prendersi carico del debito dell’Italia.

La legge di bilancio, per il ministro Tria, “non espone a rischi la stabilità finanziaria dell’Italia né degli altri paesi dell’Unione europea”.

Le reazioni di Salvini e Conte

Il leader della Lega, Matteo Salvini, intanto commenta la manovra da una conferenza stampa in Trentino Alto Adige: “stiamo rispondendo alla commissione Ue in termini garbati, dialoganti e costruttivi. Se ci sono proposte sono le benvenute ma è chiaro che la manovra la fa il governo e i capisaldi non si toccano. Non retrocediamo di un millimetro”. E lo stesso premier, Giuseppe Conte, ha detto: “Se un commissario Ue rigetta la manovra prima ancora di leggerla, e primi che arrivi la lettera dell’Ue, io dico che è un pregiudizio inaccettabile”.

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