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Michela Murgia contro Salvini “il fascismo è un metodo”

Michela Murgia, con il suo fascistometro, ha provocato Matteo Salvini. Il ministro la accusa di intellettualismo, lei: "non sono un facile bersaglio".

Michela Murgia e il "fascistometro" che fa irritare Salvini
Lo scambio di accuse tra la scrittrice sarda Michela Murgia e Matteo Salvini

Il Fascistometro pubblicato dall’Espresso e ideato dalla scrittrice sarda Michela Murgia ha provocato una dura reazione da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini. I test a sessantacinque domanda per determinare “quanto sei fascista” si trovava originariamente in conclusione del recente saggio della scrittrice edito da Einaudi Istruzioni per diventare fascista. Nel test sono riprese alcune frasi, delle quali molte, in diverse forme, sono state pronunciate in più occasioni proprio da Matteo Slavini. Frasi come “questa non è bontà, è buonismo” o “se lo stato non mi protegge devo proteggermi da solo” o ancora è finita la pacchia. La reazione del vicepremier non si è fatta attendere. In un post su Facebook ha infatti attaccato Michela Murgia scrivendo: “Certi “intellettuali” se non ci fossero bisognerebbe inventarli…!“.

Michela Murgia però, non si fa intimidire dalle provocazioni di Matteo Slavini.

Michela Murgia mette a tacere Salvini

La scrittrice sarda non ha lasciato passare inosservato il post del ministro dell’Interno, in cui veniva accusata con insofferenza e sarcasmo di “intellettualismo”. “Vi presento la geniale ideatrice del “fascistometro” ha scritto il vicepremier. Michela Murgia ha voluto ribadire che il suo test, per quanto realizzato in una modalità giocosa, vuole far emergere una realtà preoccupante, quella della fascistizzazione del senso comune“, come ha detto Liliana Segre. Secondo Michela Murgia lo stesso Salvini è responsabile dell’acuirsi di tale fenomeno. In un piccante ma ponderato post su Facebook la scrittrice ha infatti rivendicato che “purtroppo per lui non sono un facile bersaglio da manganello.

Le parole di Michela Murgia

Io lo ammiro, il ministro degli interni Matteo Salvini.

Nel giorno in cui l’Italia è devastata dai disastri idrogeologici e migliaia di persone hanno perso tutto, lui tra un selfie e l’altro trova eroicamente il tempo di twittare contro gli intellettuali che lo irritano. E come non restare colpiti dal fatto che, al termine di un fine settimana in cui 6 donne sono state sequestrate, torturate o uccise in meno di 48 ore dai loro compagni o ex, lui abbia ancora abbastanza senso dell’umorismo da indicare ai suoi seguaci una donna da manganellare sui social media perché critica i suoi metodi? Purtroppo per lui io non sono un facile bersaglio da manganello, ma una persona che scrive quello che pensa e che con le sue parole può raggiungere altre persone. Stavolta forse davvero molte, se il ministro in persona sente il bisogno di intervenire irritato da quello che penso. Sono lieta di vivere ancora in un tempo in cui un intellettuale può dar fastidio a un manovratore, ma resta il fatto che sono proprio comportamenti come questo a confermarmi che il fascismo è un metodo. Peccato, perché era uno dei pochi casi in cui avrei preferito essermi sbagliata.

Buon lunedì al signor ministro, in qualunque set di selfie si trovi.

Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.


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Marta Lodola

Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.

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