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Marco Minniti: “La sinistra deve ascoltare chi è arrabbiato”

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Per l'ex ministro dell'Interno la sinistra "deve ascoltare chi è arrabbiato e ha paura"

Marco Minniti
Marco Minniti

Nel 2012 Pier Luigi Bersani nomina Marco Minniti responsabile del Pd per la verifica dell’attuazione del programma del tanto dibattuto governo Monti. Un anno dopo il politico calabrese viene candidato come capolista del Pd per il Senato per la regione Calabria, venendo eletto.

Poco dopo è scelto come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti per il governo Letta. Confermato in tale ruolo con il cambio del Presidente del Consiglio e l’arrivo di Matteo Renzi. Dopo le sue dimissioni, Minniti viene scelto dal nuovo premier Paolo Gentiloni come ministro dell’Interno.

Tra le sfide più impegnative a cui dover far fronte c’era la questione immigrazione e il contrasto del traffico di migranti.

Tra le misure adottate da Minniti per attenuare un flusso consistente verso il nostro Paese c’è la riapertura dei CIE, i Centri di identificazione ed espulsione dei migranti. Raddoppiò il numero delle espulsioni e si recò in Libia per trattare con il governo locale. Ebbe contatti con il presidente Fayez al-Sarraj, al fine di giungere a un accordo sui rimpatri. Dopo la riapertura dell’ambasciata italiana di Tripoli, nel marzo del 2017, Minniti firma con un rappresentante del governo libico un accordo che mira a limitare i flussi migratori al confine tra la Libia, il Ciad, il Niger e l’Algeria.

Un tema ancora attuale e controverso: in “Sicurezza è libertà”, il suo nuovo libro, Marco Minniti è tornato a parlare di immigrazione, proponendo un nuovo modello per la gestione dei flussi migratori.

Marco Minniti, “Sicurezza è libertà”

“Chi ha diritto alla protezione umanitaria arriva in Italia. Chi non ha diritto viene rimpatriato ma in condizione di sicurezza e con la possibilità di rifarsi una vita“, ha proposto. E fa sapere che codice di condotta per le Ong “è stato firmato volontariamente dalle organizzazione non governative”.

E sulla Libia sostiene: “Non è un porto sicuro, ma ora ci sono le Nazioni Unite e l’UNHCR”. Poi ha voluto ribadire: “Con me il minor numero di morti nel Mediterraneo”. Quindi ha spiegato: “L’Italia nel momento in cui ha dimostrato di saper governare gli arrivi e le partenze nel Mediterraneo ha anche avuto il minor numero di morti nel Mediterraneo Centrale”.

Sul suo libro ha detto: “La sicurezza è in primis un bene.

E’ un bene comune, cioè il modo per fruirne avviene attraverso la relazione gli uni con gli altri. E la sicurezza non può essere vissuta come un bene dentro l’isolamento dell’individuo”. Sul fallimento della sinistra italiana ha affermato: “Nelle società moderne, in Italia, negli altri Paesi europei e del resto del pianta, noi abbiamo visto crescere due sentimenti. La rabbia e la paura“.

Quindi ha aggiunto: “Si tratta di due sentimenti, non due stati d’animo. Questi spesso impattano sui ceti più deboli e poveri della nostra società. Una grande forza di sinistra, quale noi siamo, deve saper ascoltare coloro che sono arrabbiati e hanno paura”. Poi ha ribadito: “La differenza tra noi e i nazional-populisti sta nel fatto che la sinistra deve ascoltare con l’obiettivo di liberare le persone che hanno paura”. E accusa: “La destra e i nazional-populisti fanno finta di ascoltarli, mentre il vero obiettivo è di tenerli incatenati alle loro paure”. Infatti, ha insinuato: “Basta guardare questi cinque mesi per capire cosa voglio dire”.

Marco Minniti

Il tema dell’immigrazione

“I grandi flussi demografici non possono essere cancellati” ha sentenziato l’ex ministro degli Interni. E ha aggiunto: “La sinistra deve lavorare affinché i grandi flussi demografici siano governati. Combattere l’illegalità e gli scafisiti“.

Sulla Libia ha ribadito che non si tratta di un posto sicuro. Tuttavia, “adesso le Nazioni Unite vi agiscono direttamente. Mentre fino a qualche mese fa si occupavano della Libia rimanendo a Tunisi. Ora hanno selezionato delle fragilità, cioè mamma con bambini che hanno diritto alla protezione internazionale. E sono più di un migliaio. Tra dicembre 2017 e gennaio 2018 molti sono stati aiutati attraverso i corridoi umanitari, che tuttora vorrei rimanessero aperti.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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