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Comunali a Corleone, centrodestra batte Movimento 5 Stelle

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Dai primi risultati nelle 12 sezioni è in vantaggio oil centrodestra di Nicolò Nicolosi, seguito dal pentastellato Maurizio Pascucci

Corleone
Corleone

Maurizio Pascucci, “ripudiato” da Luigi Di Maio, chiude al secondo posto la competizione elettorale. Il sindaco di Corleone è Nicolò Nicolosi, 76 anni, detto “Ciccio”. E’ ex deputato democristiano e già primo cittadino del paese, in rappresentanza di una lista di centrodestra.

Nicolosi ha avuto il 55% dei consensi: 1354 preferenze su 2447 voti espressi. L’avversario Pascucci, invece, si è fermato al 27%, per un numero di 660 preferenze. Il terzo candidato, Salvatore Antonino Saporito, a capo della lista Viviamo Corleone, ha ottenuto 386 consensi. L’affluenza, nella giornata di domenica 25 novembre, si è attestata attorno al 61, 13%. E’ così che, nella notte degli scrutini, il paese ha voltato le spalle al candidato pentastellato che aveva suscitato polemiche e malumori aprendo al dialogo con i familiari dei mafiosi.

Corleone, la cittadina dell’entroterra palermitano che ha dato i natali a Riina e Provenzano, è tornata al voto dopo sei anni e mezzo. La precedente amministrazione di centrodestra, guidata da Lea Savona, era stata sciolta per mafia nell’agosto del 2016.

Le comunali di Corleone

Nicolosi, che guidava la lista Nuova luce e che ha doppiato il suo diretto avversario, ha un lungo passato da parlamentare regionale, anche con incarichi di Giunta.

Nel 2001 è stato eletto alla Camera con il centrodestra. Tra il 2002 e il 2007 è stato sindaco del paese, eletto al primo turno con oltre il 64% dei consensi.

Il Comune negli ultimi due anni è stato retto da tre commissarie prefettizie che hanno lanciato diversi segnali di legalità, facendo ripartire la riscossione dei tributi, accelerando l’assegnazione di beni confiscati alla mafia e disponendo l’intitolazione della strada dove abita Ninetta Bagarella, vedova di Riina, al giudice Cesare Terranova che di Riina fu vittima.

I riflettori si sono nuovamente accesi attorno il paese siciliano quando Pascucci, il candidato del Movimento 5 Stelle, ha aperto pubblicamente a un dialogo con i parenti dei mafiosi “per aiutarli in un percorso di recupero e di fuoriuscita dalla zona grigia” e ha postato una foto con un nipote del boss Bernardo Provenzano.

La decisione di Di Maio

Il vicepremier Luigi Di Maio ha annullato il comizio previsto per la sera di venerdì 23 novembre 2018 a Corleone.

Una decisione presa all’indomani dell’iniziativa di apertura promossa da Pascucci.

Corleone

Di Maio ha chiesto ai probiviri del movimento l’immediata espulsione di Pascucci e ha annunciato il ritiro del simbolo di M5S a chiunque venisse eletto. Il candidato sindaco però non si è arreso, sottoponendosi al giudizio degli elettori, che l’hanno bocciato. A spoglio ancora in corso, Pascucci parla già da sconfitto: “Il comizio di Di Maio, anche se ci fosse stato, non avrebbe influito sul risultato. In ogni caso, ho chiesto un incontro al leader del movimento per capire se c’è la possibilità di non essere espulso. Non penso di meritare questo provvedimento”.

Contemporaneamente si sono svolte le elezioni a Palazzo Adriano, il Comune sciolto per mafia. E’ Nicolò Granà il nuovo sindaco: alla testa della lista “SìAmo Palazzo Adriano” ha ottenuto 867 voti su 1351, contro i 481 di Giuseppe Alessi, che guidava la lista “Noi ci mettiamo la faccia”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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