> > Libertà di stampa, duello in tv tra Calabresi e Di Maio

Libertà di stampa, duello in tv tra Calabresi e Di Maio

Mauro Calabresi Luigi Di Maio

Faccia a faccia tra Mauro Calabresi, direttore de La Repubblica, e Luigi Di Maio. Al centro dello scontro il concetto di libertà di stampa.

“Un dato fondamentale della libertà di stampa è che i governi non mettano il naso in quello che fanno i giornali” dichiara Mauro Calabresi, direttore de La Repubblica, nel faccia a faccia con Luigi Di Maio avvenuto a diMartedì, il 27 novembre 2018.

“Io non sono affatto contro la libertà di stampa, solo questa non deve essere confusa con la libertà di dire bugie!” replica il vicepremier.

I giornali fanno le pulci al governo

“Non mi preoccupa il linguaggio del ministro o quello di Alessandro Di Battista che si qualifica da solo. – prosegue il direttore – Ma l’idea che i giornali diano fastidio“. “Siete al governo, non siete più una forza di opposizione che attacca ‘liberi e belli’.

– ricorda – Ora siete al governo e avete qualcuno che vi fa le pulci, non potete viverla male”. “Se qualcuno vi attacca voi dite ‘vanno levati di mezzo’. E cercate di mettere in difficoltà i ‘giornaloni’ raccontando che prendono fondi pubblici. Ma noi non ne prendiamo” dichiara quindi Calabresi.

“Studiate come metterli fuori gioco aumentando l’Iva, che colpisce chi acquista il giornale, impedendo di pubblicare gare a appalti (che però pagano le aziende).

E scrivendo una lettera alle partecipate che non facciano pubblicità ai giornali“, tuona. Il ministro del Lavoro chiarisce invece: “La libertà di stampa in questo Paese è la possibilità dei cittadini di conoscere i fatti. Per me sui giornali oggi ci sono troppe bugie e troppe campagne contro qualcuno. E ti viene da chiederti ‘ma non è che quell’editore fa quella campagna per propri interessi?'”.

“Due le cose che servono in un paese civile – chiarisce quindi il leader del MoVimento 5 Stelle – Primo, voglio un editore che non dia notizie sulla sanità pubblica da proprietario della sanità privata.

Secondo, va rispettata la dignità dei giornalisti che significa pagarli con prezzi equi“. Su questo Mauro Calabresi si dice d’accordo ma lascia comunque intendere che, secondo lui, a Luigi Di Maio piacerebbe un regime in stile coreano, cosicché da poter scegliere gli editori che gli piacciono.