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L’azienda Di Maio è della madre ma lei è dipendente pubblica
Politica

L’azienda Di Maio è della madre ma lei è dipendente pubblica

Famiglia Di Maio

Paolina Esposito, madre di Di Maio, risulta essere la titolare dell'azienda di famiglia ma per legge non può ricoprire incarichi privati.

Bufera sulla Di Maio Inc. L’inchiesta televisiva, condotta dalle Iene del biscione, sul lavoro nero nell’azienda di famiglia del leader pentastellato produce nuovi sviluppi. Dai documenti diffusi da L’Espresso emerge infatti che nel nuovo capitolo sul caso legato ad Antonio Di Maio, la nuova protagonista è Paolina Esposito: madre del vicepremier. Qualora, come dimostrato, Mamma Di Maio risulti essere l’intestataria di Ardima nell’epoca contestata per le presunte irregolarità allora è certamente bizzarro che la stessa in quanto insegnante (e quindi dipendente statale) potesse ricoprire ruoli manageriali in un’azienda privata (in antitesi con la legge italiana).

Secondo quanto riportato quindi, non solo la madre dell’attuale ministro del Mise avrebbe violato la legge promuovendo il lavoro nero, bensì avrebbe contravvenuto al principio fondamentale dell’incarico pubblico: l’esclusività. Paolina, preside dell’istituto Comprensivo Giovanni Bosco di Volla nel napoletano, avrebbe potuto ricoprire il “doppio ruolo” solo ed esclusivamente se in possesso di una deroga speciale. Infatti l’articolo 58 del Decreto legislativo 29 del 1993 prevede che “I dipendenti della pubblica amministrazione non possono svolgere alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro“.

Il valzer: da Ardima Costruzioni ad Ardima Srl

Antonio Di Maio, Pomigliano d’Arco, classe 1950, di fatto non possiede alcuna azienda: nessuna azione, neanche una quota.

Informazioni queste che emergono dalla visura camerale dell’Ardima Srl: società edile fondata nel 2012 . Di Maio padre risulta essere stato in passato titolare firmatario dell’azienda che prende il suo nome: la Di Maio Antonio, ditta per la costruzione di tetti, cancellata nel 1995. I terreni e l’attività di famiglia appartengono alla piccola imprenditrice Paolina Esposito che nel 2006 fonda l’impresa Ardima Costruzioni (unico titolare firmatario). Nel dicembre 2013 l’azienda passa nelle mani dei figli Luigi e Rosalba. Le due imprese fondate a distanza di 6 anni, non solo condividono lo stesso nome ma di fatto hanno in comune lo stesso oggetto sociale. Dalla creazione parallela delle due aziende fino all’acquisizione della Costruzioni sotto la nuova Srl: un bailamme che dopo la cessione del patrimonio da madre a figli, del valore complessivo di 80.200 euro, fa salire il valore del capitale sociale dell’Ardima 2.0 fino a 100.200 euro.

Incompatibilità di ruolo

Importante sottolineare che mentre Paolina Esposito ricopriva il ruolo di docente di ruolo (dal 2001 al 2015) presso il Liceo Imbriani di Pomigliano d’Arco, risultava titolare dell’azienda di famiglia: procedura non ammessa dalla legge italiana (enunciata nell’articolo 60 del Decreto del Presidente della Repubblica del marzo 1957 e all’interno dell’articolo 53 del testo unico del pubblico impiego, decreto legislativo 29 del 1993).

I dipendenti pubblici infatti non solo non possono svolgere impieghi presso il settore privato, ma non possono esercitare attività imprenditoriale o di carattere commerciale, industriale, o retribuita e non affine all’amministrazione a cui si appartiene. Ottenere un permesso per poter svolgere entrambe le mansioni è possibile ma secondo quanto fornito dal settimanale diretto da Marco Damilano, l’incompatibilità con la compromissione dell’efficienza d’impiego in contrapposizione col doppio lavoro fa palesemente intendere che nel caso della signora Esposito si possa escludere questa possibilità.

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Francesco Leone
Francesco Leone, classe '94, cresciuto a pane, pallone e politica. Leccese in terra meneghina, braccia strappate alla cronaca sportiva e donate al reporting nudo e crudo, anche se spesso e volentieri ritorna alle origini. Ha fatto l'autore, il cronista, il reporter e lo stagista per una televisione nazionale, ora scrive e lavora a inchieste e reportage. Veni, vidi, dixi.
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