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Manovra, Conte: “Evitare l’infrazione nell’interesse Ue”

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A Buenos Aires la trattativa tra governo e Europa per evitare la procedura d'infrazione prevista per gennaio: l'incontro di Conte con Junker al G20.

conte junker g20

Sul tavolo del G 20 di Buenos Aires è in corso la trattativa sul deficit tra governo italiano e Commissione europea per evitare la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Così il premier Conte al termine del bilaterale con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker: un incontro “molto costruttivo, stiamo valutando vari scenari”.

Il capo del governo ha spiegato che evitare la procedura d’infrazione – che dovrebbe partire a gennaio – è “un interesse dell’Italia ma anche dell’Europa”.

L’apertura di Di Maio sul deficit-Pil al 2%

La manovra passerà sotto esame anche in Italia: già in discussione in prima lettura in Commissione bilancio della Camera, l’esame del provvedimento in Aula è invece slittato a mercoledì 5 dicembre. Intanto anche Luigi Di Maio sulla richiesta dell’Europa di abbassare al 2% il rapporto tra deficit e Pil: “Non fermiamoci ai numerini – ha detto -.

Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”. E aggiunge: “Poi, nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”.

A rischio i conti del 2019

“Con il calo del Pil dell’ultimo trimestre – ha spiegato al Sole 24 Ore Dino Pesole – c’è il rischio che l’economia italiana finisca in recessione”.

La forte contrazione della domanda interna (di consumi e investimenti) che ha causato la paralisi nella crescita economica rischia infatti di trasferirsi sul 2019 con pesanti conseguenze su debito e deficit del Paese. E il governo italiano, che in questo momento sta trattando con Bruxelles su alcuni decimali di deficit in meno, dovrebbe rifare meglio i calcoli: se il calo dell’ultimo trimestre dovesse riversarsi sul 2019 sempre più irraggiungibile si prospetterebbe l’obiettivo di crescita pari all’1,5% stimato dal governo italiano.

Quanto a reddito di cittadinanza e quota 100, indicate dal governo giallo verde come chiavi di volta di un’imminente ripresa economica: “una scommessa tutta da verificare sul campo”.


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