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Di Maio: azienda in liquidazione, demoliti manufatti abusivi

L'Ardima srl viene messa in liquidazione. In seguito alle scuse di Antonio Di Maio, iniziano le demolizioni degli edifici abusivi.

L’azienda della famiglia Di Maio, la Ardima srl, da giorni al centro di un forte dibattito mediatico, viene messa in liquidazione. Dopo che Antonio Di Maio si è preso le responsabilità di atti illeciti legati all’attività, i fratelli Rosalba e Luigi firmano la liquidazione, mentre Giuseppe, il fratello del vicepremier, è nominato liquidatore.

Di Maio, Ardima srl in liquidazione

Il Comune di Mariglianella ha inviato le notifiche per la demolizione dei manufatti abusivi ad opera dell’Ardima srl, l’azienda della famiglia Di Maio di cui il vicepremier Luigi deteneva delle quote.
Progressi nella vicenda sollevata dalle Iene in questi giorni, che hanno messo in evidenza alcuni atti illegali perpetrati da Di Maio padre negli anni passati.
Dall’atto di liquidazione, in cui il “liquidatore con tutti i poteri di legge” è stato nominato Giuseppe Di Maio, fratello del ministro, si evincono “le ragioni per le quali risulta conveniente e opportuno sciogliere anticipatamente la società e porla in liquidazione.

In particolare la prolungata inattività rende necessario procedere allo scioglimento anticipato”.

Demolizioni dei manufatti edilizi

Intanto è prevista nei prossimi giorni la demolizione dei manufatti edilizi e della rimozione dei rifiuti nei terreni del Comune di Mariglianella, di comproprietà del padre e della zia del vicepremier. Gli atti sono stati consegnati all’ufficio protocollo del Comune di Pomigliano d’Arco, dove risiede Antonio Di Maio.

Luigi Di Maio: “Finiamola qui”

Il vicepremier, vistosi messo al centro di una bufera mediatica di cui, stando alle sue parole, ben poco aveva per cui ritenersi responsabile, dichiara di volerci mettere una pietra sopra: “Poiché ho già dichiarato di non essermi mai occupato di fatti di gestione, di essere stato operaio della ditta di mia madre per soli 4 mesi, e di aver aperto il cancello del deposito di mio padre qualche volta e niente più, non potendomi ora occupare del controllo di legalità e della revisione contabile postumi delle aziende di famiglia, io – ha aggiunto Di Maio – direi di finirla qui perchè devo occuparmi dei problemi del Paese“.


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