Europee, Calenda: ok a Fronte Democratico ma no scissione PD
Europee, Calenda: ok a Fronte Democratico ma no scissione PD
Politica

Europee, Calenda: ok a Fronte Democratico ma no scissione PD

Carlo Calenda

In tanti chiedono a Carlo Calenda, tra i big del PD, di fondare un nuovo partito. Ma l'ex ministro punta solo a un Fronte Democratico per le europee.

Carlo Calenda smentisce chi lo vede in procinto di fondare un partito. “Non ho intenzione di farne uno. Altra cosa è lavorare per costruire un ampio Fronte Democratico per le europee”, scrive su Twitter l’ex ministro dello Sviluppo economico. Al Nazareno, comunque, tira sempre più aria di scissione.

Calenda: non credo ai partiti personali

“Emiliano non è più iscritto al PD ma è il candidato del PD in Puglia. Renzi è un senatore del PD ma si candiderà con un suo partito. Minniti è candidato alla segreteria indipendente da Renzi ma si ritira (forse) perché non ha l’appoggio di Renzi. Gentiloni non si candida a segretario ma a Presidente (che non prevede candidatura). Martina, vicesegretario di Renzi, si candida con Richetti, renziano della prima ora, in nome della discontinuità rispetto a Renzi. Zingaretti si candida per dialogare con gli elettori 5 Stelle ma non con i 5S. Potrebbe sembrare un gigantesco casino ma si tratta in realtà di un complicato gioco a premi destinato a sostituire le primarie.

Chi riuscirà a sciogliere questo rebus sarà il prossimo segretario del Partito Democratico. Fatevi sotto” ironizzava il 5 dicembre 2018 su Facebook Carlo Calenda.

Ora che la data del congresso dem c’è, sono i candidati alla segreteria che mancano. Almeno i big. Marco Minniti infatti alla fine ha davvero abbandonato la corsa alle primarie mentre Matteo Renzi chiarisce che non intende fare “il piccolo burattinaio al congresso del PD“. L’ex premier non si sbilancia, ma i più sono convinti del fatto che l’ex leader dei dem stia pensando a fondare un partito tutto suo. Nei corridoi del Nazareno c’è infatti aria di scissione, che sarebbe il risultato “di tante differenti forze. Insipienza del PD, volontà di Renzi (legittima) di rimanere protagonista sulla scena politica, leadership alternative deboli, agende personali forti” come cinguetta l’ex ministro dello Sviluppo economico.

Carlo Calenda non ha dubbi comunque sulla natura “personale” del possibile soggetto renziano. “Nel bene e nel male è l’unica dimensione in cui riesce a operare. Non fa per me. Ma se avrà successo meglio per il Paese”, sottolinea. Ecco anche perché, sempre su Twitter, chiarisce: “Nonostante l’insistenza degli stessi dirigenti di PD ,’fai un partito e poi ci alleiamo’, non ho intenzione di farne uno. Ho sempre detto e ripetuto che non credo ai partiti personali. – aggiungendo – Altra cosa è lavorare per costruire un ampio Fronte Democratico per le europee”.

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