Battisti, Bonafede: "Soddisfatti solo quando sarà in Italia"
Battisti, Bonafede: “Soddisfatti solo quando sarà in Italia”
Politica

Battisti, Bonafede: “Soddisfatti solo quando sarà in Italia”

Alfonso Bonafede

Il ministro della Giustizia spiega: "Saremo soddisfatti solo quando Cesare Battisti sarà estradato in Italia". L'ex terrorista è tornato latitante.

Alfonso Bonafede plaude alla decisione del governo brasiliano di concedere finalmente l’estradizione di Cesare Battisti. Il ministro della Giustizia però sottolinea che l’Italia sarà soddisfatta solo quando sarà arrestato. L’ex terrorista dei PAC infatti è tornato ad essere latitante.

Battisti

“Luis Fux, magistrato del Supremo Tribunale Federale brasiliano, ha ordinato l’arresto di Cesare Battisti. Sono state accolte le nostre richieste di rigettare il reclamo di Battisti” annunciava venerdì 14 dicembre 2018 su Facebook Alfonso Bonafede. “Un ergastolano che si gode la vita, sulle spiagge del Brasile, alla faccia delle vittime, mi fa imbestialire! Renderò grande merito al presidente Jair Bolsonaro se aiuterà l’Italia ad avere giustizia, ‘regalando’ a Battisti un futuro nelle patrie galere” aveva subito cinguettato su Twitter Matteo Salvini.

La risposta del neo presidente brasiliano (che entrerà ufficialmente in carica solo nelle prossime settimane) non si era fatta attendere: “Grazie per la vostra considerazione, Ministro dell’Interno d’Italia. Lascia che tutto si normalizzi brevemente nel caso di questo terrorista assassino difeso dai compagni degli ideali brasiliani.

– assicurando – Conta su di noi“. Bonafede aveva quindi aggiunto su Twitter: “È la notizia che aspettavamo, quello per cui il Ministero della Giustizia sta lavorando da tempo. Ma saremo pienamente soddisfatti solo quando Battisti sarà arrestato ed estradato in Italia“.

Ed infatti, l’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo è tornato ad essere un latitante. Dopo la firma del decreto di estradizione Cesare Battisti è scomparso, nascondendosi “in una località ignota e non determinata” come specificano le autorità brasiliane. Il legale dell’ex terrorista spiega di non sentirlo da giovedì 13 dicembre 2018 ed annuncia ricorso contro il provvedimento firmato da Michel Temmer. “A prescindere se sia giusta o no questa decisione c’è la precedente decisione dell’allora presidente Lula, 8 anni fa, di non concedere l’estradizione. La certezza giuridica garantisce alla persona il diritto di mantenere la decisione, e non di cambiare seguendo ad ogni governo” ha infatti chiarito l’avvocato Igor Sant’Anna Tamasauskas intervenendo ai microfoni di Radio1.

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