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Di Battista: “Azienda di famiglia ha debiti come tante PMI”

L'azienda della famiglia di Alessandro Di Battisti ha diversi debiti. Il grillino replica: "Sì, ma come tante piccole medie imprese".

Alessandro Di Battista

“Eccolo qua, puntualissimo, è arrivato l’attacco del Giornale di Sallusti/Berlusconi alla mia famiglia” denuncia su Facebook Alessandro Di Battista. Dopo le vicende che hanno coinvolto i familiari di Renzi, Boschi e Di Maio, Il Giornale dedica infatti un articolo alla storia dell’azienda Di.B Tec srl che si occupa di manufatti in ceramica e apparecchi igienico sanitari, costituita nel 2001 da Vittorio Di Battista, papà dell’esponente pentastellato.

“L’azienda tira avanti”

Il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti riporta come l’ultimo bilancio dell’azienda della famiglia di Di Battista risalga al 2016 e come la società abbia contratto debiti verso le banche, i fornitori e anche i dipendenti. Inoltre, l’impresa avrebbe anche accumulato debiti nei confronti dello Stato (60mila euro) per mancati versamenti tributari.

“Udite udite, tramite una visura camerale – una roba pubblica insomma – scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà.

Chapeau! – ironizza Alessandro Di Battista replicando su Facebook – A questo punto consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante PMI per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane”.

“Ebbene sì, – ammette quindi – la nostra azienda va avanti, con enormi difficoltà. Mio padre, ad oltre 70 anni, lavora come un matto. Il carico fiscale è enorme. L’azienda ha avuto difficoltà a pagare puntualmente i 3 dipendenti (tra cui mia sorella).

Ciononostante l’azienda tira avanti, così come tante altre, sperando che i colpevoli, che oltretutto oggi provano, in modo scomposto, a fare i carnefici, vengano cacciati, una volta per tutte, dalle Istituzioni”.

Di Battista contro Renzi

Alessandro Di Battista se la prende poi con Matteo Renzi. Nel commentare l’inchiesta de Il Giornale, l’ex premier sostiene infatti che “la Rai grillina ha totalmente ignorato la notizia” mentre “per una cosa del genere – che riguarda uno dei principali leader del partito di maggioranza – si dovrebbero aprire i siti, dedicare servizi ai Tg, chiedere commenti e fare giornalismo di inchiesta”.

“Ho visto che Renzi ci si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, – replica quindi l’esponente del MoVimento 5 Stelle – so che ti brucia ancora che uno come me, senza guru della comunicazione, senza TV dalla sua parte, solo con un motorino, ti ha fatto il ‘cul..’ al referendum costituzionale. Cerca però di essere più discreto, così si nota troppo”.

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