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Manovra, accordo Italia-UE: bloccata procedura d’infrazione

Raggiunto accordo tra Bruxelles e Roma. L'Unione Europea non avvierà la procedura d'infrazione per debito eccessivo nei confronti dell'Italia.

Manovra, accordo Italia-UE: niente procedura d'infrazione
Conte e Junker

Il lungo colloquio tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha ottenuto il risultato auspicato. L’Unione Europea non avvierà la procedure d’infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia.

Sembra però che si tratti di una sospensione del procedimento in attesa di tornare a esaminare la situazione economica dell’Italia non appena la legge di bilancio sarà approvata dal Parlamento italiano. Il governo di cambiamento può quindi tirare un sospiro di sollievo (per ora): la riduzione del deficit dal 2,4% al 2,04% ha convinto, con qualche riserva, l’Europa. I mercati reagiscono positivamente alla notizia: lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi scende a quota 257.

Raggiunto accordo con l’UE sulla manovra economica

Il premier Giuseppe Conte ha già preparato l’emendamento alla manovra che integra le decisioni prese a seguito dell’incontro con Junker a Bruxelles. Le modifiche previste riguardano principalmente la riduzione dei fondi per il reddito di cittadinanza e per le pensioni. Sono quindi confermate le anticipazioni sull’accordo tra Roma e Bruxelles che sono circolate la sera di martedì 18 dicembre.

Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha commentato: “E’ una vittoria del dialogo politico che la Commissione ha preferito rispetto allo scontro. Alcuni avevano auspicato una crisi, noi invece abbiamo sempre puntato a una soluzione“. Meno positivo il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis che spiega: “il governo italiano ha fatto molta strada“, tuttavia “la soluzione trovata non è ideale” ma, quantomeno, “corregge una situazione di grave non conformità con il Patto di stabilità e crescita“.

Sembra infatti che all’Italia sia stata riconosciuta una flessibilità per circostanze eccezionali come, per esempio, la messa in sicurezza delle infrastrutture legate al crollo del Ponte Morandi. Senza tale flessibilità, forse, la sospensione della procedura d’infrazione sarebbe stata meno probabile. Infatti, prosegue Dombrovskis “la composizione delle misure annunciate continua a suscitare preoccupazione“. Le perplessità del vicepresidente sono le stesse che ha spesso mosso l’opposizione: ci sono “aumenti delle tasse per le società” e troppi “tagli agli investimenti“; insomma, la prospettiva di crescita per l’economia italiana continua a essere ridotta.

La reazione dei mercati

Nonostante le critiche, i mercati danno una boccata d’aria all’Italia. Le perplessità espresse dal vicepresidente Dombrovskis sono poca cosa rispetto alla valanga di scetticismo che aveva alzato alle stello lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi nelle settimane precedenti. Il rendimento dei titoli italiani arriva a quota 2,82 % e il differenziale tra Btp e Bund scende infatti a quota 257, ben lontano dai 300 punti che avevano fatto tremare l’economia italiana. La Borsa di Milano lima il rialzo con il Ftse Mib che guadagna l’1,1% raggiungendo 18.860 punti.

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