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Manovra, verso la fiducia dopo la bagarre alla Camera

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Il Governo ha posto il voto di fiducia alla Camera, dopo le sfiorate risse del giorno precedente. Il Pd scende in piazza e si appella a Mattarella.

A seguito degli scontri alla Camera di venerdì 28 dicembre, sabato il Governo ha posto la fiducia sul voto della Camera, mentre l’opposizione denuncia la mancanza di tempo per discutere la Legge ed entrare nel merito degli emendamenti. Il Pd scende in piazza per protestare, mentre Leu si appella all’intervento di Mattarella.

Il Governo pone la fiducia alla Camera

Come dichiarato nella conferenza stampa di fine anno di Giuseppe Conte, l’approvazione della Legge di Bilancio del governo gialloverde è arrivata “in zona Cesarini“. Ed è per questo che il Governo ha posto la fiducia sul voto alla Camera. Dopo le sfiorate risse del giorno precedente, sabato 29 dicembre alle 17 si terranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia, seguite dalla chiama alle 18; dopodiché, in aula si continuerà a votare fino alle 24, per passare in esame i 244 ordini del giorno presentati al testo della Manovra.

La seduta riprenderà poi alle 9 di domenica 31 , giorno in cui il Governo si aspetta l’approvazione della Legge di Bilancio.

Per evitare di entrare in esercizio provvisorio di bilancio, il testo della legge deve arrivare, approvato da entrambe le camere, sulla scrivania di Sergio Mattarella per la promulgazione entro lunedì 31 dicembre. Tuttavia, il Presidente della Repubblica potrebbe accompagnare la firma alla Manovra Finanziaria con una lettera diretta al Governo con alcuni rilievi – così suggerisce l’opposizione.


L’opposizione e il caos a Montecitorio

Venerdì 28 dicembre si erano sfiorate risse, con liti accese e cori di proteste alla Camera a Montecitorio, con l’intervento dei commessi a bloccare Emanuele e Fiano del Pd e un deputato di Fdi, i quali si erano scagliati contro i banchi della Presidenza.

Dopo la sospensione della seduta voluta dal Presidente Roberto Fico, varie sono state le dichiarazioni dei membri dell’opposizione contro la mancanza di tempo per entrare nel merito della Legge. “Si mortifica il Parlamento“, denuncia il Pd, che ha fatto ricorso alla Consulta e il 9 gennaio avrà una prima risposta. Sempre il Pd scenderà in piazza in giornata, contro quella che i Dem considerano una stretta alle opposizioni di cui si sarebbe reso responsabile anche lo stesso Presidente Fico.

Ora però, spiega Fico, c’è da evitare l’esercizio provvisorio perché il 31 dicembre incombe.

Leu, con Federico Fornaro e Loredana De Petris, si appella a Mattarella. Emma Bonino, con +Europa, annuncia “varie iniziative a gennaio” contro questa “deriva senza precedenti“. Il Presidente Conte insiste che i ritardi sono stati dovuti agli accordi da raggiungere con l’Europa. Alla conferenza di fine anno di venerdì 28 dicembre ha tuttavia ribadito come “la Manovra non è stata scritta da Bruxelles”.


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