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Governo pronto al rimpasto: Tria vicino al passo indietro?

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Il ministro dell'Economia Tria verso l'abbandono. Ma Matteo Salvini nega: "Rimpasti? Ipotesi surreali, squadra che vince non si cambia".

Si preannuncia un 2019 bollente per l’economia italiana, tant’è che da tempo si vocifera delle imminenti dimissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria. “Non ce la faccio più”, avrebbe scritto a Renato Brunetta durante la tempesta scatenatasi sul suo operato, e le dimissioni del capo di gabinetto del Mef. Salvini smentisce l’ipotesi rimpasto: “Squadra che vince non si cambia

2019, governo verso il rimpasto

Nel lungo discorso del premier Giuseppe Conte tenuto durante la conferenza stampa di fine anno, è emerso come sia probabile, ancora più che possibile, un evento di cui si è iniziato a parlare da tempo: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sarebbe sul punto di dare le dimissioni. E l’abbandono dell’incarico da parte sua darebbe inizio ad una reazione a catena che metterebbe a rischio gli equilibri dell’esecutivo, nonostante Conte lo abbia definito come “un amalgama perfetto“.

A tal punto che potrebbe addirittura vacillare prima delle tanto attese elezioni europee di maggio 2019.

Tempesta sul ministero dell’Economia

Per Giovanni Tria, titolare del dicastero di via XX settembre, sarebbero state decisive le dimissioni dall’incarico del capo di gabinetto del Mef Roberto Garofoli, colui che era stato accusato dal M5S di essere la “manina” che avrebbe aggiunto alla manovra una norma pro-Croce Rossa. Insomma, un gabinetto piegato da mesi di scontri e litigi interni, e un recente sms inviato da Tria a Renato Brunetta (“Non ce la faccio più“, questo il testo) ha reso chiaro lo stato d’animo. Dal governo, già nei giorni scorsi, hanno fatto sapere che si tratterebbe, appunto, di una scelta volontaria del ministro, disposto a lasciare – secondo fonti grilline – addirittura ai primi di gennaio.

Secondo fonti Ansa, invece, Giovanni Tria avrebbe smentito le voci, e alla domanda sulla sua permanenza al Ministero, avrebbe risposto: “Non vedo perché no. La manovra approvata al Parlamento è quella che tutti abbiamo voluto”.

Economia italiana: uno sguardo al 2019

Gli imminenti impegni istituzionali del Ministro dell’Economia, in vista delle elezioni europee e dopo di esse, anticipano che non sarà un anno affatto semplice per Giovanni Tria, dovesse restare alla guida del Tesoro: con un Pil che cresce poco o nulla, il più stagnante in Europa (secondo solo alla Grecia), 23 miliardi di aumento dell’Iva da disinnescare, la Commissione Europa in carica che si aspetta deficit e debito in diminuzione, con pena una procedura d’infrazione in questo caso inevitabile.


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