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Trentino, stop all’ideologia gender nelle scuole

La giunta provinciale ha deciso di sospendere i progetti nelle scuole sulla parità dei sessi per valutare se si stia insegnando la teoria gender.

teoria gender

Stop all’insegnamento alla cosiddetta ideologia gender nelle scuole. E’ questo l’obiettivo che si è prefissata la giunta della Provincia Autonoma di Trento, a guida leghista, la quale ha sospeso dal 7 gennaio 2019 i corsi in programma nelle scuole sulla parità dei sessi e sul superamento degli stereotipi per “verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la Giunta provinciale intende perseguire”.

Il libro della discordia

A far maturare questa decisione la segnalazione della distribuzione in una quarta elementare di un libro dal titolo “Extraterrestre alla pari” (Einaudi), che racconta la storia di un bambino del pianeta Deneb dove non si scopre il proprio sesso prima dei vent’anni. Bloccati quindi i progetti finanziati con 91mila euro dalla precedente giunta di centrosinistra.

L’opposizione ha parlato di “pensiero paranoico inquisitorio pseudo-riformista” come si legge in un comunicato dei consiglieri comunali 5 Stelle Santini, Negroni e Maschio, denunciando lo stop ad un “progetto mirato alla sensibilizzazione ed integrazione tra il genere umano” con “metodi censori che portano alla mente periodi non proprio luminosi”.

Il Partito Democratico Trentino sostiene invece che sono solo “strumentalizzazioni politiche sull’inesistente ‘teoria gender‘” mentre il movimento d’opposizione Futura 2018 accusa la giunta di riproporre “un modello di società patriarcale, con al centro l’uomo bianco e eterosessuale, fondamentalista dal punto di vista religioso, retrivo nei rapporti sociali. E che è spaventato e quindi odia qualsiasi ‘diverso’. – aggiungendo – Di questo passo una comunità sprofonda nella barbarie”.

No teoria gender a scuola

A stretto giro è però arrivata la replica del Consigliere provinciale di Agire per il Trentino, Claudio Cia, che sottolinea che “affermare che la teoria gender non esiste è a dir poco surreale, nonché subdolo”. “Purtroppo – ha evidenziato poi – è evidente che nelle nostre scuole c’è un problema culturale, dal momento che una parte della classe politica e dirigente le ha scambiate per luoghi dove instillare agli studenti pensieri ideologici che poi possono essere funzionali a movimenti politici; tutto questo è inaccettabile, la scuola deve tornare ad essere la scuola“.

A supporto della sua tesi il consigliere spiega infatti che “nei profili Facebook di queste persone si può notare che ci troviamo di fronte a dei veri e propri attivisti politici che promuovono pensieri fuorvianti capaci di minare l’equilibrio dei nostri ragazzi”.

“Se fra gli argomenti trattati ci sono il bullismo, il rispetto reciproco, la violenza, ben venga. Se invece dovessimo trovare riferimenti alla sessualità dei bambini valuteremo il da farsi. Vogliamo evitare certi discorsi nelle scuole” chiarisce infatti l’assessore alle Pari opportunità Stefania Segnana al fattoquotidiano.it, annunciando che la decisione finale su questi percorsi didattici arriverà nei prossimi giorni.

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