Tav, l’Ue avverte l’Italia: “Con ritardi a rischio fondi già versati”
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Tav, l’Ue avverte l’Italia: “Con ritardi a rischio fondi già versati”

L'Unione Europea avverte la Tav sull'Italia
Cantiere della Tav

Un portavoce della Commissione: "Analisi costi-benefici non chiesta da noi". Toninelli: "Ue stia tranquilla, avrà tutta la documentazione".

L’Unione Europea interviene sulla questione della Torino-Lione che ha diviso e continua a dividere il governo giallo-verde. Secondo quanto riporta Tgcom24 un portavoce della Commissione Ue mette in guardia il nostro Paese: “Non possiamo escludere, se ci sono ritardi prolungati, di dover chiedere all’Italia i contributi già versati per la Tav”. Inoltre non è escluso il “rischio che, se i fondi non sono impiegati, possano essere assegnati ad altri progetti europei“.

L’analisi costi-benefici

C’è attesa per i risultati dell’analisi costi-benefici redatta da un gruppo di esperti incaricati dal Ministero dei Trasporti, ma non in Europa perché “non è stata chiesta dalla Commissione”. Il portavoce ricorda quindi che questa analisi era stata già presentata in maniera congiunta da Italia e Francia nel 2015. E aveva ottenuto il via libera con stanziamenti da 813,8 milioni di euro.

La risposta di Toninelli

Il ministro Danilo Toninelli ha subito replicato via Twitter: “Analisi costi benefici su Tav è stata decisa da un Governo sovrano che vuole spendere al meglio i fondi pubblici.

Ue stia tranquilla, tra pochi giorni avrà, come da accordi, tutta la documentazione”. L’ex premier Matteo Renzi ha commentato così la riposta dell’esponente del Movimento 5 Stelle: “Sulla Tav non decide il Governo, ma il Parlamento. E in parlamento i numeri per bloccarla non ci sono (a meno che Salvini si venda per evitare il processo). Non ditelo a Toninelli, vi prego”.

Salvini: “Tav vanto per l’Italia”

Dal canto suo il ministro dell’Interno nel corso di un’intervista a Quarta Repubblica su Rete 4 ha sottolineato l’importanza dell’opera: “Se i lavori ripartono, il primo treno fra Italia e Francia passa nel 2030. Dovrebbe essere un vanto per l’Italia. Si andrebbe da Milano a Lione in 2 e 39 minuti, pensate che cambio della vita”. Tuttavia il leader della Lega non nasconde le difficoltà con il M5S: “Non dipende solo da me, non sono al governo da solo. Faccio parte di un’alleanza, che rivendico, ma su questo non siamo d’accordo.

Fra persone di buonsenso, si guarda ai i numeri e si decide cosa serve al Paese“.


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Giorgio Meroni
Giorgio Meroni, nato a Milano nel 1984. Dopo la laurea triennale e magistrale in "Lettere moderne", frequenta un master in giornalismo, sua grande passione fin dall'adolescenza. Diventa giornalista professionista nel 2014. Segue con interesse la politica, lo sport e il mondo della tv. Grande tifoso del Milan.