Taglio dei parlamentari, primo sì in Senato: esulta Luigi Di Maio
Taglio dei parlamentari, primo sì in Senato: esulta Luigi Di Maio
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Taglio dei parlamentari, primo sì in Senato: esulta Luigi Di Maio

taglia Senato

Approvato in Senato il testo di riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari. PD denuncia: "E' spot elettorale di bassissimo livello"

“Evviva! Approvato il Tagliapoltrone in Senato! Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura. Dicevano: impossibile! E invece se lo diciamo lo facciamo!” annuncia su Facebook Luigi Di Maio. A Palazzo Madama è stato infatti approvato il disegno di legge di riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200).

Tagliati parlamentari non stipendi

I sì sono stati 185, i no 54, gli astenuti 4. Il testo passa ora a Montecitorio, ma prima del via libera definitivo il provvedimento richiederà una doppia lettura conforme in entrambe le Camere, poiché si tratta di una riforma costituzionale.

Ovviamente a favore del ddl hanno votato MoVimento 5 Stelle e Lega, che hanno presentato il testo, ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Da anni tutti i partiti, dal centrosinistra al centrodestra, propongono di ridurre deputati e senatori. Finalmente passiamo dalle parole ai fatti” dichiara Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta.

Anche se il vicepremier pentastellato sottolinea che ci sarà “un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura” (in quanto ci saranno meno parlamentari eletti), la riforma non prevede un taglio degli stipendi perché tale proposta era stata bocciata dalla Lega.

PD: “mostriciattolo propagandistico”

A votare contro il Partito Democratico, Leu e il gruppo delle Autonomie.

In sede di dichiarazione di voto Dario Parrini, capogruppo PD in Commissione Affari costituzionali, precisa: “Noi siamo sempre stati favorevoli, e lo siamo ancora oggi, ad una riduzione del numero dei parlamentari ma diciamo no a scelte che, anziché essere parte di una riforma seria, sono lo strumento di un disegno antiparlamentare e uno spot elettorale di bassissimo livello”.

“Questo provvedimento non è soltanto un mostriciattolo propagandistico, è anche un’arma di distrazione di massa per coprire le vergogne che caratterizzano questa maggioranza. – aggiunge il senatore dem – La prima vergogna è che questo governo sta mandando a picco l’economia italiana e l’occupazione in questo Paese. La seconda vergogna è che si sta per salvare Salvini dal processo sulla nave Diciotti, seppellendo ogni credibilità legalitaria per sempre”.

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