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Chiusure domenicali, lo stop della Lega “Provvedimento da riscrivere”

Il provvedimento sulle chiusure domenicali è da riscrivere. "Il testo è cambiato troppo. Necessario risentire le Associazioni e fare nuove audizioni".

Chiusure domenicali, lo stop della Lega "Provvedimento da riscrivere"
Chiusure domenicali, lo stop della Lega "Provvedimento da riscrivere"

La proposta di legge sulle chiusure domenicali, sulla quale Lega e M5S erano riusciti a trovare un accordo, deve essere riscritta. Sembra infatti che il testo presentato inizialmente dal relatore leghista Andrea Dara sia cambiato troppo dopo gli interventi della commissione.

La conferma dello stop al provvedimento arriva dalla presidente della commissione autorità produttive della Camera, Barbara Saltamartini (Lega). “Il testo di sintesi presentato si discosta molto dalle sette diverse proposte di legge depositate” ha spiegato Barbara Saltamartini. Il relatore Andrea Dara ha aggiunto: “Il testo è cambiato totalmente. È necessario risentire le Associazioni coinvolte, quindi si faranno nuove audizioni. Confermo che sono disponibile a cogliere tutte le proposte, avevo sempre detto che il testo era reversibile.

E a sostenere questa linea sono stati un po’ tutti in Commissione, PD compreso“.

Chiusure domenicali, testo da riscrivere

Con il disegno legge sulle chiusure domenicali il governo intendeva mettere un freno alle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti nel 2011, in piena crisi economica. Acconsentendo a negozi e centri commerciali di rimanere aperti anche le domeniche, il governo Monti voleva ridare vita al settore commerciale del paese. Come riporta la Repubblica, tale liberalizzazione ha però comportato il diffondersi dei grandi centri commerciali, che hanno soverchiato i piccoli esercizi.

Sono infatti oltre centomila le piccole attività che sono state costrette a chiudere in questi anni, incapaci di resistere alla concorrenza dei negozi aperti 24h/h.

Al momento il testo di legge voluto dal governo non sembra però essere ancora pronto a rispondere a tutte le esigenze del caso. Sono infatti diverse le problematiche che le chiusure domenicali causerebbero e a cui il governo deve mettere riparo. Tra queste la più cruciale è sicuramente la perdita di numerosi posti di lavoro.

Le riflessioni della commissione

Abbiamo bisogno di capire quali possono essere le ricadute sui territori, vogliamo un testo il più aperto possibile al confronto, che tenga conto anche delle richieste delle associazioni di categoria. Quindi, si riaprirà la discussione. Il testo di sintesi presentato si discosta molto dalle sette diverse proposte di legge depositate e il relatore, Andrea Dara, ha chiarito che non è la Bibbia. C’è da parte della maggioranza la volontà di recepire suggerimenti, sia in fase di audizione sia in fase emendativa” ha dichiarato la presidente della commissione autorità produttive della Camera Barbara Saltamartini.

L’accordo raggiunto tra Lega e M5S dovrà quindi essere rivisto. Dal momento che in questi mesi sono stati molti i cambiamenti al testo iniziale, la commissione ha deciso di accogliere la richiesta presentata da Pd e Forza Italia. Si ripartirà così con le audizioni delle associazioni di categoria sul testo di legge. “Obiettivo è arrivare a una soluzione di buonsenso; però vorrei vedere dei dati realistici. Sulla perdita dei posti di lavoro, per esempio, non lo sono stati o almeno ho visto dei conti che non tornano. L’altro problema è il commercio on line. Noi avevamo chiesto, già mesi fa, quando iniziarono le audizioni che le associazioni ci facesse delle richieste. Non sono arrivate. Riproponiamo la domanda” ha spiegato Barbara Saltamarini.

Non mancano le critiche alle modalità di audizione messe in atto dalla commissione. Francesco Iacovone, dei Cobas, ha infatti dichiarato: “Nelle audizioni l’unica voce che manca è proprio quella dei lavoratori. Allora programmeremo un’iniziativa per portare questa categoria sotto il ministero dello Sviluppo economico. Mi sembra che quello che ha fatto il governo sia il gioco dell’Oca. Si torna al punto di partenza“.

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