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Prostituzione, Salvini: “Sì alle case chiuse”. Primo ok in Veneto
Politica

Prostituzione, Salvini: “Sì alle case chiuse”. Primo ok in Veneto

salvini

Dal Veneto il primo ok all'apertura di un albo per le prostitute. Matteo Salvini: "La riapertura delle case chiuse toglie il mercato alla mafia".

“Ero e continuo a essere favorevole alla riapertura delle case chiuse. Non c’è nel contratto di governo, perché i 5 Stelle non la pensano così, però io continuo a ritenere che togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario”, sia la strada giusta afferma Matteo Salvini a margine della cerimonia di consegna di Costa Venezia, a Monfalcone, rispondendo alla domanda di cronista che chiedeva al ministro dell’Interno un commento dopo il primo via libera in Veneto all’apertura di un albo per le professioniste del sesso.

M5S contrario

Non è la prima volta che il leader leghista auspica la modifica della legge Merlin all’interno di una più ampia riforma della normativa sulla prostituzione. L’idea, sostiene il ministro dell’Interno, sarebbe riprodurre in Italia “il modello austriaco” perché considerato “quello più efficiente”.

“Ma non aggiungiamo però problema a problema” chiarisce quindi Salvini, comprendendo che difficilmente la proposta di legge presentata il 12 febbraio 2019 al Senato a firma di Gianfranco Rufa supererà il vaglio dell’alleato pentastellato.”Chiudiamo prima quelli aperti prima di riaprire le case chiuse”, conclude il vicepremier.

“Prostituirsi è una scelta”

Il tema sembra molto caro a Matteo Salvini, tanto che già nel gennaio 2018 nel corso di un’intervista radio aveva sostenuto: “Prostituirsi è una scelta.

E nel mondo sviluppato non si fa finta di niente. Oggi in Italia questo mercato lo gestisce la criminalità. E riguarda 80mila persone”.

“In Austria, Svizzera, Germania si mettono le regole, si danno garanzie. E’ un lavoro come un altro che si fa per scelta ed è sanitariamente tutelato e tassato” aveva sottolineato ancora. Dichiarazioni che avevano scatenato l’elettorato cattolico, visto che il leader della Lega aveva assicurato di voler governare seguendo il Vangelo.

L’albo delle prostitute

Intanto però prosegue a passo spedito in Veneto l’iter sulla proposta di legge regionale che prevede l’istituzione di un albo per chi esercita la professione di prostituta, disciplinandone l’esercizio. La quinta commissione ha dato infatti il via libera al testo presentato da Antonio Guadagnini di “Siamo Veneto”.

“La mia proposta – spiega, come riporta ilfattoquotidiano.it – tiene conto della giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione la quale ha affermato che chi esercita questo lavoro è un ‘libero professionista’, che ha diritto a ricevere un giusto compenso e dovrebbe emettere fattura con partita Iva.

Essa inoltre afferma che affittare o cedere un appartamento per uso di prostituzione, entro certi limiti, non dovrebbe considerarsi favoreggiamento della prostituzione”.

Le critiche

Valeria Valente, deputata PD e presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, denuncia: “Riaprire le case di prostituzione non è dare più libertà e più protezione come dice Salvini. Credo che permettere allo Stato di guadagnare sul corpo delle donne sia lontanissimo dalla libertà: è sfruttamento e abuso. – aggiungendo – Giù le mani dalla legge Merlin!”.

Pia Covre, fondatrice dell’onlus Comitato per i diritti civili delle prostitute, avverte però: “Le case chiuse di Salvini penso siano un sistema di distrazione di massa. Dell’argomento se ne parla sempre in campagna elettorale, quando non si vogliono affrontare i problemi reali, come la crisi economica“.

“Poiché con l’autonomia si distaccheranno le Regioni più ricche, al Governo hanno pochi soldi e hanno deciso di fare cassa con i proventi della prostituzione. – sottolinea – Bisognerà vedere se le sex worker pagheranno le tasse.

Forse non sanno che in Germania su 200mila lavoratrici soltanto 6mila si sono regolarmente iscritte”.


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