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09/03/2019 | Aggiornato il 11/03/2019 | di Lisa Pendezza

Tav, il governo sblocca i bandi ma si va verso il rinvio

Il presidente Fico: "La Tav è una battaglia identitaria per il M5S". Salvini: "Elezioni anticipate? Non ci penso neanche".

Tav, governo sblocca i bandi
Tav, governo sblocca i bandi

Da Palazzo Chigi è stata inviata una lettera alla Telt per autorizzare l’approvazione degli avvisi per i 2,3 miliardi di euro previsti per i lavori del tunnel di base della Tav. La notizia è stata riportata dal Sole 24 Ore online e confermata da un portavoce di Telt citato dall’Ansa. La lettera contiene però una clausola di dissolvenza motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato tra Italia e Francia. Al momento non sono ancora stati resi noti i contenuti della direttiva e dei bandi. La lettera è il risultato di un accordo raggiunto tra i rappresentanti di Lega e M5S dopo giorni di tensione e scontro aperto sull’alta velocità Torino-Lione.

Secondo quanto si apprende da Tgcom24, tuttavia, fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che i bandi non partiranno lunedì 11 marzo.

Si va verso il rinvio.

Fico: “È una battaglia identitaria”

Non è però in discussione il fermo no alla Tav da parte del Movimento. La posizione dei pentastellati non è frutto di “un atto ideologico”, ma una “battaglia identitaria“. A ribadirlo, da Napoli, è il presidente della Camera Roberto Fico. “Nel 2005 la prima riunione non del Movimento, perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano, fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav”, ha raccontato il presidente. “Eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono. C’era anche Beppe Grillo. Finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione no Tav. Non era un’idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali”.

Fico ha poi ricordato “il primo atto nel 2013, quando arrivammo in Parlamento” e come prima uscita pubblica deputati e senatori pentastellati scelsero di andare “a visitare i cantieri della Tav, per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l’ennesimo no documentato e non ideologico”.

Salvini: “No a elezioni anticipate”

Davanti alle voci di una ormai imminente crisi di governo, Matteo Salvini smorza i toni e rassicura gli elettori.

Elezioni anticipate? Non ci penso neanche“, ha dichiarato. “Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni. Io rimango convinto che la Tav si debba fare”, ha aggiunto, “per collegarci al resto dell’Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che gli altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia“.

Rassicurazioni sulla tenuta dell’esecutivo sono giunte anche da parte di Davide Casaleggio (“Non penso ci sia una crisi di governo”) e dal ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio. Quest’ultimo ha dichiarato in esclusiva a Tgcom24: “Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo.

Ormai per gli italiani questa cosa dell’alta velocità sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla Tav, l’Italia ha bisogno di vere infrastrutture”.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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