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Ius Soli, Pif: “Salvini bimbominkia”. Sala: “Sfugge al dibattito”

Matteo Salvini risponde in maniera ruvida al 13enne Ramy, il "ragazzino eroe" del pullman dirottato. Pif e il sindaco Giuseppe Sala replicano.

ius soli

Ramy, uno dei “ragazzini eroi” del pullman dirottato a San Donato Milanese chiede che la cittadinanza italiana venga concessa anche agli altri suoi compagni di scuola figli di immigrati. Matteo Salvini replica: “Vorrebbe avere lo ius soli? È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare”. Si accende la polemica, con Pif che definisce il ministro dell’Interno un “bimbominkia”.

“Salvini bimbominkia”

“Abbiamo un ministro dell’Interno che fa il bullo con un ragazzino di 13 anni. Definirlo ‘ministro della mala vita’ (come fa Roberto Saviano, ndr) forse va al di là delle sue capacità. È semplicemente un Bimbominkia” cinguetta su Twitter l’attore e regista Pif, postando anche una definizione dell’appellativo indicato per Matteo Salvini.

Ha fatto discutere infatti l’uscita del leader leghista in replica a Ramy, uno dei “ragazzini eroi” a bordo del pullman dirottato a San Donato Milanese.

Almeno una dozzina di studenti, infatti, sono figli di immigrati. Quando alcuni esponenti politici hanno chiesto che al ragazzo, egiziano, venisse concessa la cittadinanza italiana, Ramy ha infatti risposto: “Perché solo a me?”.

Matteo Salvini ha quindi precisato: “Vorrebbe avere lo ius soli? È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare“. E anche sulla cittadinanza a Ramy il vicepremier chiarisce che ci va cauto. A margine del Forum di Confcommercio a Cernobbio puntualizza infatti: “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso perché prima di fare scelte così importanti bisogna avere controllato tutto e tutti”.

PD: “riaprire il dibattito”

Prevedibili le polemiche. “Il ministro dell’Interno fa il bullo con un ragazzino che ha dimostrato grande coraggio e un alto senso civico. Caro Ramy, moltissimi italiani sono con te” scrive per esempio su Twitter Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa.

Sul caso interviene anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Io non voglio mettere il cappello su questi fatti, come fanno in tanti, perché i temi sono complessi. Certo la battuta di Salvini ‘fatti eleggere’ mi sembra una risposta che non ha senso. È un modo per sfuggire al dibattito” sottolinea. “Adesso si riattiverà il dibattito sullo ius soli – ha assicurato Sala – che è una questione significativa. Giusto che ne parli il Parlamento, quindi io voglio evitare di cavarmela con delle battute, ma certamente c’è un tema di tanti ragazzi che sono nati in Italia e vivono la nostra cultura”.

Il PD è infatti pronto a ripresentare la legge, anche se sa di non avere i numeri in Aula. Per gli esponenti dem però sarebbe necessario riaprire la discussione su un tema considerato così importante, tanto che a La Repubblica Graziano Delrio esorta il neo segretario Nicola Zingaretti a dare battaglia.

“D’accordo con Delrio, fuori e dentro il Parlamento dobbiamo riprendere l’impegno per la nuova cittadinanza, perché chi nasce e studia in Italia è italiano” afferma anche Maurizio Martina.

“Non serve una nuova legge”

Matteo Salvini però rimane fermo sulle sue posizioni. “Ius soli? Non se ne parla. – ribadisce su Facebook – L’Italia è già oggi il Paese che concede più cittadinanze ogni anno, non serve una nuova legge. La cittadinanza è una cosa seria e arriva alla fine di un percorso di integrazione, non è un biglietto per il Luna Park”.

“In singoli casi eccezionali si può concedere anche prima del tempo, ma la legge non cambierà” conclude.


Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .


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Paola Marras

Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .

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