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Conte apre allo ius soli: “Se collegato ad un percorso d’integrazione”

Da Assisi Giuseppe Conte ammette che lo ius solo "non è nel contratto di governo" ma auspica comunque che si apra "una riflessione in Parlamento".

Giuseppe Conte ad Assisi

Dopo il caso di Ramy e Adam, i due studenti eroi del bus dirottato a San Donato Milanese, il dibattito sullo ius soli continua a tenere banco sulla scena politica. Giuseppe Conte riapre la questione ad Assisi, in occasione della consegna nella città di San Francesco della Lampada della Pace ai sovrani di Giordania, il re Abdallah II e la regina Rania.

Politica sull’immigrazione fraintesa

Intervenendo ad un incontro con i giovani e la comunità dei Francescani, il premier spiega come “la nostra politica sull’immigrazione è spesso fraintesa, spesso riduttivamente veicolata, affidata a un messaggio semplificato che risulta fuorviante”.

“In realtà – precisa Giuseppe Conte – è articolata e complessa” perché si lavora sulle cause che danno origine alle migrazioni “per assistere i Paesi di origine e transito e investire sul capitale umano”.

Una riflessione sullo ius soli appare quindi d’obbligo.

Per il presidente del Consiglio tale criterio “non vale molto, perché è ovvio che nascere sul territorio può essere anche una mera occasione geografica“. “Occorre qualcosa di più, – aggiunge quindi – occorre quello che è mancato in Italia, perché quella politica degli anni scorsi dove abbiamo avuto degli sbarchi incontrollati ci ha impedito di elaborare una politica di integrazione”.

“Nascita più integrazione”

Pur precisando che lo ius soli “non è nel contratto di governo”, Conte non nasconde di auspicare che “si avvii in sede parlamentare una riflessione serena” sulla questione, ipotizzando una proposta di legge dove si potrebbe “valutare anche una prospettiva di nascita sul territorio italiano, ma che deve essere collegata a un percorso di integrazione serio“.

“Occorre un percorso di integrazione – ribadisce infatti il capo dell’esecutivo – affinché un neonato possa aver vissuto, conosciuto e condiviso a nostri valori comuni”.

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