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Sì all’unanimità della Camera al reato di revenge porn

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"Portiamo in aula un emendamento condiviso da tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Felici per aver trovato questa intesa"

Revenge Porn

Dopo l’occupazione dei banchi della Camera e la duplice bocciatura della proposta, finalmente l’intesa. Il Revenge Porn è reato. A una settimana di distanza dallo scontro in aula tra le fazioni Pd-Forza Italia e M5s, c’è stato il si unanime dei deputati (461 favorevoli, 0 contrari) alla proposta avanzata dalla relatrice grillina Stefania Ascari. La prima discussione sul revenge porn ebbe inizio con lo scrutinio segreto deliberato dal presidente Roberto Fico a valutazione della proposta d’introduzione di reato condotta dalla deputata Laura Boldrini: emendamento bocciato per appena 14 voti di scarto. Il secondo capitolo della saga invece, si aprì con le mancate votazioni sull’analogo emendamento proposto dalla forzista Zanella e la conseguente sospensione della seduta a causa “dell’occupazione” dei banchi di governo da parte di alcune deputate.

Dalla successiva conferenza dei capigruppo si percepì una certa volontà del Movimento nel porre “la bandierina della propaganda” sulla proposta. Le pressioni dell’opposizione hanno fatto sì che si concludesse l’iter di discussione dei testi a Montecitorio in termini più ristretti. Partito Democratico e Forza Italia hanno conseguentemente rinunciato alla presentazione di sub-emendamenti, l’esito del voto è stato accolto da una diffusa standing ovation.

Revenge Porn, polemiche e castrazione chimica

“Portiamo in aula un emendamento della Commissione presentato dalla relatrice Stefania Ascari e condiviso da tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Felici per aver trovato questa intesa” ha commentato Francesca Businariolo, 5stelle, presidente della Commissione Giustizia alla Camera. Polemica a distanza tra Matteo Salvini e le deputate dem dopo l’approvazione dell’emendamento: il vicepremier in visita a Cagliari ha proposto la creazione di un “telefono rosso” antiviolenza, un servizio a tutela delle donne vittime di violenze.

Dal Pd è giunta la risposta di Lucia Annibali “Salvini mostra di non sapere di cosa parla e di utilizzare le donne solo per fare propaganda. Vuole creare qualcosa che già esiste. Il 1522, numero nazionale antiviolenza” – spiega la deputata- “è stato istituito dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel 2006 e nel 2013 ha integrato l’assistenza alle vittime di stalking con la legge 38/2009. Il ministro dell’interno dovrebbe informarsi prima di parlare”. Sul tema castrazione chimica invece, si registra il passo indietro della ministra Giulia Bongiorno: la proposta della Lega dovrà attendere.


Nato a Lecce, classe '94, laureato in Comunicazione all'Università degli studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha lavorato per Sportal.it e PremiumsportHD. Ha realizzato reportage da Francia e Inghilterra.


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Francesco Leone

Nato a Lecce, classe '94, laureato in Comunicazione all'Università degli studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha lavorato per Sportal.it e PremiumsportHD. Ha realizzato reportage da Francia e Inghilterra.

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