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Rimborsi ai risparmiatori, non c’è accordo: scontro Di Maio-Tria

Il provvedimento è stato approvato con la formula "salvo intese". Protesta della Lega: "Troppi no, basta bloccare il Paese".

Banche, no accordo rimborsi risparmiatori truffati
Banche, no accordo rimborsi risparmiatori truffati

I risparmiatori dovranno attendere ancora. Non è stato trovato un accordo sui rimborsi ai truffati dalle banche. Dopo un Cdm della durata di tre ore, riferisce il Corriere della Sera, ciò che è emerso è che nella maggioranza non esistono le condizioni per inserire nel decreto crescita le modifiche presentate dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Sfuma l’ottimismo di cui si era fatto portavoce, durante tutta la giornata precedente al vertice, il premier Conte. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto: l’approvazione del provvedimento con la formula “salvo intese“.

Scontro M5S-Tria

Si è detto “molto contento” Luigi Di Maio, soddisfatto dell’approvazione in Cdm di un “decreto che avrà un impatto positivo sul Pil e sulla crescita delle imprese”. Il vicepremier grillino ha poi commentato il caso Tria, assicurando che “non è in discussione il ruolo di alcun ministro, tanto meno quello dell’Economia”.

Resta, tuttavia, il netto divario che separa la posizione del leader del Mef da quella del Movimento. Tria vorrebbe infatti inserire del decreto uno scudo ai funzionari del Ministero dall’accusa di danno erariale, oltre a dei paletti sul meccanismo stesso dei rimborsi. “Nessuna norma può essere inserita senza accordo delle associazioni dei risparmiatori“, è la replica di Di Maio. “Vogliamo che i risparmiatori siano pagati senza arbitrati e contenziosi. Devono essere indennizzati.

Il premier incontrerà le associazioni dei risparmiatori, perché nulla si fa senza il dialogo con loro”.

La decisione è dunque rinviata a lunedì 8, quando Conte incontrerà i rappresentanti delle associazioni, fa sapere Libero. “È un passaggio che riteniamo importante per confrontarci con le persone direttamente coinvolte e dal quale auspichiamo di trarre il decisivo contributo che ci consentirà di definire i passaggi tecnici conclusivi”, ha spiegato premier. È invece previsto per martedì 9 un nuovo Cdm, riporta Tgcom24.

Lega: “Troppi no”

Troppi no“, lamenta la Lega dopo l’ennesimo stallo. “Troppa lentezza. Serve un cambio di passo, ci vuole più concretezza”. È giusto pretendere “risposte serie e reali per i risparmiatori, ma basta bloccare il Paese con i no. Devono partire cantieri, opere, flat tax; bisogna togliere la burocrazia inutile, riformare il codice degli appalti, fare la riforma della giustizia per avere tempi certi. Alle parole ora devono seguire i fatti”.

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