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Scontro sulla flat tax, rischio sanzioni europee: Conte e Tria frenano

I 12 miliardi necessari per la flat tax rischiano di far saltare l'accordo con Bruxelles e di portare alla procedura di infrazione.

Flat tax, frenano Conte e Tria
Flat tax, frenano Conte e Tria

Continua il braccio di ferro tra Lega, M5S e Giovanni Tria, in vista di un possibile, secondo il Messaggero, ulteriore rinvio della discussione sul Def, che slitterebbe di una settimana, dopo il ritorno del ministro dell’Economia da Washington. Prosegue anche il tentativo del premier Giuseppe Conte di trovare un’intesa tra le parti, prima dell’inizio del Cdm, previsto per le 16.30, al cui tavolo saranno seduti anche i vicepremier Salvini e Di Maio.

Tra i nodi da sciogliere in ambito economico figura quello del deficit, che Bruxelles ha stimato allo 0,2%, in diminuzione. Una stima alla quale desidera rimanere fedele anche il ministro Tria, come confermato dall’incontro a Bucarest con Valdis Dombrovskis. I tecnici del Mef intendono rispettare le norme internazionali ed evitare una procedura di infrazione sul debito, che potrebbe arrivare a inizio giugno.

Ma diversa è l’opinione di Lega e M5S.

Scontro sulla flat tax

Terreno dello scontro è la flat tax. Alla tassa piatta fortemente voluta dal Carroccio potrà essere riservato uno spazio assai ridotto nell’ottica di un contenimento delle spese come quello previsto da Tria. Il ministro dell’Economia vorrebbe rimandare la questione a settembre-ottobre, per non far saltare l’accordo con la Commissione, mentre Salvini e i suoi compagni di partito chiedono che nel Def venga inserita una normativa dettagliata. L’ottica resta quella delle elezioni europee di maggio, alle quali la Lega vuole arrivare presentando agli elettori il mantenimento delle promesse elettorali. Il provvedimento costerebbe alle casse dello stato 12 miliardi: una cifra che pesa non poco sui conti pubblici, già gravati dai 23 miliardi derivanti dal mancato aumento dell’Iva.

È possibile che la disputa, riferisce il Messaggero, si concluda con l’inserimento nel Def un accenno alla flat tax, una formula “soft” che indica la tassa come un obiettivo non immediato, ma previsto per i prossimi anni.

Il tutto mantenendo fede al concetto di progressività chiesto da M5S e al sistema di detrazioni e deduzioni legato a una più generale revisione fiscale.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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