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Corruzione, Toninelli ritira deleghe a Siri: “Serve massima cautela”

Tensione all'interno della maggioranza. Il M5S chiede le dimissioni di Armando Siri, Matteo Salvini lo difende. Danilo Toninelli prende provvedimenti

Danilo Toninelli Armando Siri

L’indagine per corruzione che ha coinvolto Armando Siri, sottosegretario al Ministero dei Trsporti, scuote la maggioranza. Il MoVimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio in testa, chiede le dimissioni del senatore leghista. Matteo Salvini difende invece il suo consigliere economico. Entra a gamba tesa Danilo Toninelli che revoca al 47enne tutte le deleghe.

Ritirate le deleghe

“Alla luce delle indagini delle procure di Roma e Palermo, con il coinvolgimento della Direzione investigativa antimafia di Trapani, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro delle deleghe al sottosegretario Armando Siri, in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza. Secondo il Ministro, una inchiesta per corruzione impone infatti in queste ore massima attenzione e cautela” si legge in una nota del Mit.

Armando Siri, il sottosegretario e senatore leghista, è indagato per corruzione dalla Procura di Roma, insieme ad altre 9 persone, con l’accusa di aver preso una tangente per cambiare una norma del Def 2018.

L’obiettivo, in base alle carte degli inquirenti, era quello di favorire l’erogazione dei contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. La norma però non è mai stata approvata.

Siri è il consigliere economico di Matteo Salvini, il quale lo difende chiarendo: “Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def”. La vicenda però sta creando tensioni all’interno della maggioranza. La decisione di Danilo Toninelli arriva infatti dopo che Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista chiedono le dimissioni di Armando Siri.

L’attacco di Alessandro Di Battista

“Ho sempre sostenuto questo governo, lo sosterrò ancor di più se il sottosegretario Siri si dimetterà il prima possibile. – scrive su Facebook il Dibba – Nessun Governo del cambiamento e nessun Governo che si sta impegnando nella lotta alla corruzione può tollerare che vi sia un proprio esponente indagato per reati così gravi”.

“Il sottosegretario Siri lavora nel ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero più delicato che c’è per via dei lavori e degli appalti che segue.

– sottolinea quindi – È evidente che debba dimettersi all’istante perché, come diceva Borsellino, ‘i politici non devono soltanto essere onesti, devono apparire onesti’“.

Anche il leader del MoVimento è dello stesso avviso: “Se i fatti sono questi Siri si deve dimettere dal governo. C’è una questione morale se c’è un sottosegretario coinvolto in un’indagine così grave”.

Salvini difende Siri

“Sicuramente non c’entro niente con vicende che possano avere risvolti penali. Mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi” assicura il sottosegretario. “Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette. – chiarisce quindi – Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo”.

In sua difesa anche Matteo Salvini, che puntualizza: “Siri non si deve dimettere.

C’è solo un’iscrizione nel registro degli indagati e solo se sarà poi condannato dovrà mettersi da parte. – aggiungendo – Non ho mai chiesto di far dimettere Virginia Raggi o parlamentari dei Cinque Stelle quando anch’essi sono stati indagati”.


Di origine sarda ma nata e cresciuta a Roma. Dopo la maturità classica ho studiato "Scienze politiche" all'Università La Sapienza. Scrivo quotidianamente sul web per testate e blog dal 2006, giornalista dal 2009. Mi sono sempre occupata di servizi di approfondimento e d'inchiesta, alcuni scelti come fonte di Wikipedia, di libri e testi universitari mentre altri sono stati tradotti all'estero. Autrice anche di qualche scoop. Progettista Web e "Tecnico Superiore per la Comunicazione e il Multimedia", ho una profonda conoscenza del mondo internet e per questo non sono sui social.


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Paola Marras

Di origine sarda ma nata e cresciuta a Roma. Dopo la maturità classica ho studiato "Scienze politiche" all'Università La Sapienza. Scrivo quotidianamente sul web per testate e blog dal 2006, giornalista dal 2009. Mi sono sempre occupata di servizi di approfondimento e d'inchiesta, alcuni scelti come fonte di Wikipedia, di libri e testi universitari mentre altri sono stati tradotti all'estero. Autrice anche di qualche scoop. Progettista Web e "Tecnico Superiore per la Comunicazione e il Multimedia", ho una profonda conoscenza del mondo internet e per questo non sono sui social.

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