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Di Maio contro Salvini, chiesto vertice su rimpatri e caso Siri
Politica

Di Maio contro Salvini, chiesto vertice su rimpatri e caso Siri

Di Maio contro Salvini sui rimpatri
Di Maio contro Salvini sui rimpatri

Il viceministro grillino ha accusato Salvini di "prendere in giro gli italiani" e di non occuparsi adeguatamente dei rimpatri.

“Ma come si fa a dire ‘tolleranza zero’ verso il senegalese che ha aggredito i poliziotti, se aveva due avvisi di espulsione mai attuati e stava ancora in Italia? Chi avrebbe dovuto espellerlo quest’anno? Non certo io”. È una chiara allusione a Matteo Salvini quella fatta da Luigi Di Maio, secondo un’indiscrezione riportata dal Corriere della Sera. L’episodio di Torino sembra aver accresciuto la tensione tra i due alleati di governo a proposito della questione migratoria. “È giusto chiudere i porti ed essere rigido sugli arrivi, ma non bisogna prendere in giro gli italiani”, ha continuato Di Maio rivolto ad altri membri del Movimento. Gli esponenti della Lega “fanno solo propaganda. Lo hanno fatto sulla Via della Seta, parlando di cinesi colonizzatori. Lo hanno fatto con i campi rom, aperti a Roma proprio dalla Lega. E ora lo fanno sugli immigrati”.

Siri, Centemero e Roma Capitale

Anche in vista del Consiglio dei ministri sul decreto crescita, Di Maio sarebbe intenzionato a chiedere un vertice al premier Giuseppe Conte, proprio sul tema dei rimpatri.

Ma tra le questioni su cui il vicepremier grillino intende fare luce compare anche il caso Armando Siri. “C’è di mezzo la mafia, su questo bisogna chiarire”, ha dichiarato. “E bisogna dare un segnale al Paese. E comunque sulla giustizia non è accettabile che Salvini se la svigni come Berlusconi e dica che i giudici ce l’hanno con lui”. Il M5S è intenzionato a indagare più in profondità anche i rapporti tra Paolo Arata, imprenditore dell’eolico, e Vito Nicastri.

Di Maio non intende tacere neppure su Giulio Centemero, tesoriere della Lega che rischia il rinvio a giudizio. Alla sua fondazione Luca Parnasi ha ammesso di aver versato 250 mila euro nel 2015. “Servivano per finanziare la Lega”, ha confessato l’imprenditore. Sotto accusa anche i fondi per Roma Capitale: “Quello di Salvini è un ricatto, ma se dovessero votare contro al Cdm di oggi sarebbe sicuramente crisi di governo. E Salvini non se lo può permettere.

Anche perché tornerebbe a essere un partito padano e non più nazionale e si prenderebbe la responsabilità del crollo”.


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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 2373 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.