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Cdm, ira di Conte contro Salvini: “Non siamo i tuoi passacarte”
Politica

Cdm, ira di Conte contro Salvini: “Non siamo i tuoi passacarte”

Conte contro Salvini
Conte contro Salvini

"Il Cdm è un organo collegiale. Devi portare rispetto a me e a ciascuno dei ministri che siedono intorno a questo tavolo", è lo sfogo del premier.

Si è protratto per circa quattro ore uno dei Consigli dei ministri più tesi nella storia del governo gialloverde. Il risultato finale è quello auspicato da Matteo Salvini, riporta l’Ansa: lo stralcio dal decreto crescita della cosiddetta norma Salva Roma, che la Lega ha ribattezzato “Salva Raggi”. Il M5S è costretto a fare un passo indietro, ma annuncia un capovolgimento quando giungerà il momento di convertire il decreto in legge. Ma questo Cdm sarà ricordato soprattutto per l’ira del presidente Giuseppe Conte nei confronti del vicepremier leghista, a cui si è rivolto con queste parole: “Non siamo i tuoi passacarte“.

Conte: “Devi portare rispetto”

A suscitare la rabbia del premier è stata la decisione di Salvini di annunciare ai giornalisti, riuniti davanti a Palazzo Chigi, lo stralcio del Salva Roma prima ancora dell’inizio del vertice di governo. “Il Cdm è un organo collegiale, non siamo qui a fare i tuoi passacarte. Devi portare rispetto a me e a ciascuno dei ministri che siedono intorno a questo tavolo”, avrebbe tuonato Conte secondo quanto riferito da fonti governative ad Adnkronos.

Durante tutto l’incontro i toni sono stati estremamente tesi e irati, continua Fanpage, sintomo di uno scontro sempre più acceso tra Lega e M5S.

Al termine del vertice, Salvini si è rivolto nuovamente ai cronisti e ha dichiarato: “La Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco. “La norma è stata approvata a metà, con i commi 1 e 7. È un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere”, puntualizza il M5S.

Di Maio: “Siri si dimetta”

Resta alta la tensione anche per quanto riguarda il caso Siri. Al suo arrivo a Palazzo Chigi dopo la partecipazione a DiMartedì, Luigi Di Maio ha chiesto nuovamente le dimissioni del sottosegretario leghista indagato per corruzione. Anche il viceministro, riporta il Corriere, si unisce alla rabbia di Conte contro il collega leghista: “Matteo, se vuoi colpire i romani alle spalle, fai pure. Te ne assumi la piena responsabilità. Perché sono giorni che si discute di una norma a costo zero che fa risparmiare i romani sugli interessi.

Stai bloccando tutto per un capriccio. Okay, se ti senti il vincitore, vai pure avanti: è la tua vittoria di Pirro”.

C’è invece soddisfazione tra le fila del Movimento per l’approvazione della norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. “Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto”, hanno commentato fonti pentastellate citate da Fanpage. È previsto “un aumento dell’indennizzo diretto da un tetto massimo di 100mila a 200mila euro“.


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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 2373 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.