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Giorgia Meloni telefona a Gianfranco Fini in vista delle Europee

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La leader di FdI si sarebbe rivolta al fondatore di An per assicurarsi una più larga base elettorale alle urne del 26 maggio.

Giorgia Meloni e Gianfranco Fini
Giorgia Meloni e Gianfranco Fini

La destra è in agitazione per una telefonata effettuata da Giorgia Meloni a Gianfranco Fini. A divulgare la notizia è Il Giornale. Secondo fonti che hanno rivelato il retroscena, la leader di Fratelli d’Italia si sarebbe rivolta al fondatore di Alleanza nazionale, nonché ex presidente della Camera, per usufruire dell’influenza che Fini ancora eserciterebbe presso qualche politico di provincia.

Un’influenza in grado di smuovere voti e che si rivela dunque fondamentale alla vigilia di un appuntamento importante come le europee.

Riavvicinamento a fini elettorali

Alle urne del 26 maggio, infatti, il quorum previsto per entrare in Parlamento è del 4%. Anche poche migliaia di voti possono fare la differenza ed è proprio per questo che l’ex leader di An può tornare utile a FdI. La telefonata a Fini, afferma il Giornale, si iscriverebbe dunque nella strategia della Meloni, che ha già provveduto ad “acquisire” il pugliese Raffaele Fitto per tessere una rete di sostenitori al Sud.

Ma il riavvicinamento tra Meloni e Fini potrebbe avere anche un altro obiettivo, ovvero il controllo della Fondazione An, che gestisce il patrimonio del partito fondato proprio dall’ex presidente della Camera sulle ceneri del Msi. Tra liquidi e immobili, si tratterebbe di una cifra compresa tra i 20 e i 50 milioni di euro. Al tavolo del Cda della Fondazione si siedono alcuni ex membri del partito, come Maurizio Gasparri o Ignazio La Russa, ma è ancora Meloni a detenere la maggioranza.

FdI potrebbe avere interesse ad attirare nella sua area di influenza personaggi ancora vicini a Fini, come il direttore editoriale del Secolo Italo Bocchino, Roberto Menia o Antonio Tisci, per rafforzare ulteriormente la propria posizione.

Gli scontri passati

C’è però anche chi ricorda gli scontri tra i due leader, continuati fino a tempi recenti. Come quando Fini ha definito la Meloni una “ragazzina sconclusionata e presuntuosa che si è montata la testa”. Non si è del resto fatta attendere la risposta di lei: “Fini è quello che ha ammazzato la destra italiana. È la negazione di tutto quello che noi abbiamo rappresentato. Si è fatto rappresentante degli interessi della grande finanza, delle lobby e della massoneria”. Senza contare, continua Il Giornale, che molti ex fedelissimi di Fini si sono col tempo avvicinati a partiti diversi da Fratelli d’Italia, a cominciare dalla Lega in Campania.

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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