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È polemica tra Toti e Tajani sul futuro politico di Forza Italia

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Il governatore della Liguria risulta sempre più in rotta con gli azzurri e sempre più in stretti rapporti con Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia.

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Clima teso all’interno di Forza Italia, che in questi giorni si sta riprendendo dalla non esaltante performance tenuta durante le elezioni europee di domenica scorsa. A tenere banco nel partito è la diatriba tra Antonio Tajani e Giovanni Toti in merito al futuro di quest’ultimo.

Il presidente della Regione Liguria è infatti sempre più in rotta con gli azzurri e sempre più in stretti rapporti con Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.

Il botta e risposta tra Tajani e Toti

Intervistato ieri dai giornalisti all’uscita di Palazzo Chigi, il vicepresidente di Forza Italia e presidente del Parlamento Europeo commenta conciso l’avvicinamento di Toti a Giorgia Meloni: “Toti? Chi ha fatto campagna elettorale per un altro partito si deve preoccupare di quest’altro partito”.

E alla domanda se a questo punto Toti possa considerarsi fuori da Forza Italia Tajani risponde: “Penso sia una sua scelta”.

Non si è fatta attendere la replica dello stesso Toti alle parole di Tajani, che dal suo profilo Facebook commenta: “Noto un certo nervosismo nell’amico Tajani che continua a chiamarmi in causa pretestuosamente come responsabile della disastrosa prestazione elettorale di Forza Italia nel suo collegio.

Temo che lo scadente risultato sia dovuto esclusivamente a una linea politica indigeribile per i nostri elettori e a scelte autoreferenziali incomprensibili. Essendo lui vicepresidente dovrebbe sentire qualche responsabilità e magari trarne le dovute conseguenze”.

Toti: “Forza Italia attrezzo del passato”

Successivamente intervistato dall’Adnkronos, il governatore della Liguria ha continuato ad esprimere le sue perplessità di fronte al possibile futuro di Forza Italia, descritta da Toti come non più al passo coi tempi: “Fi è rimasto un po’ una cosa che assomiglia a un attrezzo del passato.

Ha fallito ad adeguare il suo messaggio politico, è mancato il principio di democrazia interna, è mancata un po’ di selezione meritocratica nella classe dirigente”.

E in merito alle parole di Silvio Berlusconi pronunciate qualche giorno fa, secondo cui fuori dal partito Toti sarebbe destinato all’invisibilità, il governatore risponde: “Per essere invisibile ho qualche chilo di troppo. Dopodiché non mi preoccuperei tanto della visibilità di Giovanni Toti ma della invisibilità che rischia un partito che una decina di anni fa totalizzava oltre 10-11 milioni di voti e oggi sfiora i 2 milioni di voti.

Quindi è stato abbandonato da molti elettori e dirigenti e mi chiederei il perché”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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