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Giornalista in sedia a rotelle aggredita al comizio di Matteo Salvini

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La giornalista ed attivista è stata aggredita dopo che si è avvicinata ad alcuni cartelli di protesta che un ragazzo aveva posizionato per terra.

Spiacevole episodio quello avvenuto lunedì 3 giugno durante il comizio di Matteo Salvini a Porto Mantovano, in provincia di Mantova.

La giornalista ed attivista Valentina Tomirotti, affetta da disabilità e costretta su una sedia a rotelle, è stata vittima di un’aggressione dopo che stava pacificamente protestando contro il ministro dell’Interno. Attimi di tensione che la Tomirotti è riuscita in parte a riprendere con lo smartphone postandoli sul suo profilo Facebook.

Gli insulti: “Sei un’handicappata”

Intervistata dai giornalisti di TgCom24, la Tomirotti ha raccontato il motivo per cui si trovava in quella piazza: “Ero intervenuta alla manifestazione di fine campagna elettorale per il candido sindaco della coalizione di centrodestra. In presenza di Matteo Salvini, nel mio paese, in piazza della Resistenza. Mi sentivo tranquilla, perché non era una piazza calda“.

Sul finire del comizio, la giornalista si è avvicinata ad alcuni cartelli di protesta che un ragazzo aveva posizionato per terra, iniziando a farsi fotografare da un’amica.

È stato a quel punto che sarebbe avvenuta l’aggressione: “Sul cartello in cui c’era scritto ‘Hai rotto i barconi’ mi sono messa sopra con due ruote della carrozzina, mentre la mia amica mi scattava la foto. Quando all’improvviso è arrivato questo anziano che me lo ha strappato da sotto le ruote. Mi sono spaventata, anche perché rischiavo di cadere e a quel punto la mia amica ha iniziato a filmare”.

Secondo la Tomirotti l’anziano avrebbe anche apostrofato la giornalista con degli insulti, gridandole: “sei un’handicappata”.

Subito allontanato l’aggressore

Nelle immagini video pubblicate dalla Tomirotti si nota come l’uomo venga allontanato dalle Forze dell’Ordine. Tutto questo mentre un altro agente raccoglie ciò che rimane dei cartelli.

Una vicenda che lascia la giornalista profondamente amareggiata ma ancora più convinta delle sue battaglie: “Non mi sono fatta male, ma sono comunque ferita da questo comportamento.

Nonostante tutto, però, continuerò ad andare a testa alta e non rinuncerò alla democrazia”.