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Gli iscritti della Cgil tradiscono il Pd: il 40% ha votato M5s o Lega
Politica

Gli iscritti della Cgil tradiscono il Pd: il 40% ha votato M5s o Lega

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Una ricerca Ipsos mette in luce la prevalenza di simpatizzanti di M5s e Lega all'interno del sindacato della Cgil. Quale possibile soluzione?

Una ricerca realizzata da Ipsos ha rivelato un tradimento all’interno del sindacato della Cgil. Infatti, sembrerebbe che il 40% dei tesserati abbia votato per il Movimento 5 stelle alle scorse elezioni europee. Inoltre, il 44% si è espresso a favore della politica di Matteo Salvini. Nel contempo il segretario Maurizio Landini propone uno sciopero generale contro il governo.

Le preferenze nella Cgil

Sergio Cofferati è stato il leader del sindacato della Cgil dal 1994 al 2002: il suo commento riguarda il panorama partitico attuale. “Molti tesserati votavano già la Lega di Bossi, ma il fenomeno era circoscritto a Lombardia, Veneto e parte del Piemonte”. Con il carisma di Matteo Salvini, però, abbiamo assistito a una svolta nazionalista tra i tesserati. Alle ultime elezioni europee, svolte il 26 maggio scorso, è prevalso il voto in favore del Pd all’interno degli iscritti al sindacato. Infatti, il partito renziano ha guadagnato il 44,8% dei consensi, mentre la Lega è balzata al 18,5% guadagnando ben 10 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

Il Movimento 5 stelle, invece, è tallonato da Matteo Salvini e si attesta al 19,9%. Passando ad analizzare gli indici di gradimento, inoltre, si nota una grande simpatia per il premier Giuseppe Conte (58%), seguito da Luigi Di Maio (39%) e Matteo Salvini (44%).

Maurizio Landini a Otto e Mezzo

La scorsa settimana il segretario Landini è stato ospite nel programma Otto e Mezzo. in quell’occasione ha precisato che la maggioranza dei tesserati alla Cgil è ancora contro il governo. Ma alcune persone vicine al segretario ritengono che “più che chiedersi perché gli iscritti votino Lega” bisognerebbe che Landini “si domandasse perché chi vota Lega è iscritto alla Cgil”. Una possibile risposta a tale interrogativo è offerta da Gianfranco Pasquino, politologo legato in passato a Sinistra Indipendente: “Salvini si è impadronito di due temi chiave per tesserati: l’immigrazione, che viene descritta anche come una sfida occupazionale”. Dunque se la Lega intende proteggere i posti di lavoro dagli stranieri, anche i tesserati al sindacato troveranno fiducia in Salvini.

Poi il politologo ha aggiunto: “L’altra questione è la sicurezza: probabilmente molti operai o pensionati iscritti ai sindacati sentono questa esigenza. Io non condivido le risposte che dà Salvini, ma almeno, a differenza della sinistra, alcune risposte le dà”.

La ricerca Ipsos

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche il ricercatore Marco Forni. “Il sindacato viene sempre più percepito come un fornitore di servizi, più che come un trasmettitore di valori o un contenitore politico. Per cui non c’è incoerenza, secondo i tesserati, a far parte della Cgil, apprezzandone l’aiuto sul lavoro, per quel che vediamo, e poi votare a destra”. Infine, Ivan Pedretti, segretario del Sindacato Pensionati Italiani, punta la riflessione su un’altra questione, ovvero la divergenza tra le preferenze degli iscritti e i valori del sindacato. “Il tema per noi non è per chi votano gli iscritti, ma se i valori espressi da quella forza politica sono in contraddizione con quelli del sindacato.

E la Lega spesso si contrappone alle idee di solidarietà, inclusione sociale, tolleranza e diritti delle donne. Per noi sono fondamentali”.

Quale soluzione possibile?

Il consiglio di Pedretti per risolvere le contraddizioni è il seguente: “Bisogna confrontarci con i lavoratori per riaffermare i nostri valori. Il sindacato deve tornare a essere un punto di riferimento nel territorio, costruendo relazioni sociali e aiutando la gente nel concreto”.


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Laura Pellegrini
Laura Pellegrini 612 Articoli
Classe '98, cresciuta condividendo il sogno del padre. Veronese di origini, ma milanese acquisita. Da sempre curiosa e attenta ai fatti di attualità, spera di costruirsi (in futuro) un nome nel giornalismo politico. L'ambizione è quella di lavorare nelle istituzioni europee, ma per ora prosegue gli studi di Comunicazione e Società all'Università di Milano.