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Casapound, Iannone: “Chiusa la nostra esperienza di partito”

L'annuncio del presidente di Casapound "Non ci presenteremo alle prossime elezioni. Torniamo ad essere un movimento".

CasaPound
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Definitiva la decisione del presidente di Casapound Iannone dopo l’ultima tornata elettorale. Per i sovranisti non è più il tempo di essere un partito, meglio tornare un movimento. Ma loro assicurano: “Non è la fine, continueremo le nostre battaglie“.

Casapound fuori dai giochi. Iannone: “Non ci fermeremo”

E’ giunto il momento per l’estrema destra di abbandonare l’esperienza di partito per tornare ad essere un movimento. Decisione che arriva dopo una lunga riflessione del presidente Gianluca Iannone, maturata in seguito al risultato delle elezioni europee.

Non un passo indietro o la fine di un percorso, ma un’occasione per rilanciare l’identità culturale, sociale, sportiva e artistica ed investire nella formazione militante. Obiettivo di CPI rimane la difesa nazionale e “il dialogo con tutte le forze che si oppongono alle follie globaliste”, contando sul lavoro delle 140 sedi sparse in tutta Italia.

Iannone dà il merito ai suoi di aver contribuito a portare nel dibattito pubblico temi come il mutuo sociale, il reddito nazionale di natalità e la nazionalizzazione delle autostrade.

In questa direzione proseguiranno la loro battaglia identitaria e continueranno a organizzare cortei, manifestazioni e iniziative culturali. “CasaPound farà ancora più politica, e vuole tornare ad essere quell’avanguardia che ha dettato i temi e le parole d’ordine del sovranismo italiano”, assicurano.

Interviene sulla questione anche il Segretario Simone Di Stefano che annuncia l’abbandono del suo ruolo e torna ad essere un semplice militante. E ribadisce che già dalla prossima settimana metterà in campo iniziative in grado di chiarire che il suo gruppo resterà protagonista della politica italiana.


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