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Sea Watch, Giuseppe Conte contro Carola Rackete: “Grave responsabilità”

"Dopo questo divieto la comandante ha continuato a insistere ritenendo che solo l'Italia sarebbe un approdo. Condotta gravissima".

carola conte
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La Sea Watch ha forzato il blocco ed è entrata nelle acque italiane del primo pomeriggio di giovedì 27 giugno. Dopo il messaggio di opposizione alla condotta del comandate lanciato da Matteo Salvini, anche il premier Giuseppe Conte si esprime sulla questione.

Infatti, il presidente del Consiglio ha giudicato l’azione di Carola Rackete come “una condotta che ritengo di una gravità inaudita“. Termini molto duri, quindi, anche da Conte, ma la questione è ora in mano ai magistrati.

Le parole del premier

Il giovanissimo capitano della nave Sea Watch 3, appena 31enne, sta affrontando conseguenze gravissime pur di salvare i migranti a bordo. Infatti, opponendosi alla decisione della Corte europea e alle direttive italiane rischia di ottenere il sequestro della nave oltre a una salatissima multa.

Ma Carola Rackete non ha paura di niente e prosegue imperterrita sulla sua strada. Sulla sua condotta, però, il premier Giuseppe Conte esprime il suo disappunto: “Mi sembra che le cose siano molto chiare: c’è una comandante che si è assunta una grave responsabilità e si è posta volontariamente in una situazione di grave necessità”. Lo ha annunciato dal Giappone ricordando che da parte sua l’Italia aveva “emesso un provvedimento che vieta l’ingresso, la sosta e l’approdo nelle nostre acque”.

Ma il divieto è stato oltrepassato da Carola, che si sta conducendo verso Lampedusa con la nave carica di 42 migranti.

La condotta di Carola

Riguardo la mossa attuata dalla giovane comandante, il premier Conte si esprime in modo netto: “Dopo questo divieto la comandante ha continuato a insistere ritenendo che solo l’Italia sarebbe un approdo. Una condotta che ritengo di una gravità inaudita“. Ora “la questione non è tanto nelle mani del governo ma della magistratura italiana, fermo restando che abbiamo già assunto iniziative formali sul piano diplomatico”.

La segretaria di Possible

A Lampedusa è appena arrivata anche la segretaria di Possible per far sentire il suo sostegno alla Ong. Beatrice Brignone ha dichiarato: “È incredibile come l’intero governo, da Di Maio a Moavero Milanesi, si sia ‘salvinizzato’ senza battere ciglio di fronte agli atti disumani sul caso della Sea Watch. E del resto non è un fatto nuovo. Ora anche il presidente del Consiglio ha rotto il silenzio per mettersi in scia al suo vero capo, il ministro dell’Interno”. Poi ha proseguito: “Conte avrebbe fatto meglio a stare ancora zitto. Si sperava in un sussulto per orgoglio ma soprattutto per umanità. Invece niente: il presidente del Consiglio ha scelto di assecondare il braccio di ferro con l’Olanda, imposto come sempre da Salvini, e ha attaccato Carola, la comandante che si è fatta carico di una scelta delicatissima. Eppure necessaria, vista la sofferenza dei migranti. La mia presenza a Lampedusa – conclude la segretaria – è un atto di vicinanza e solidarietà. Ma in particolare voglio mettermi a disposizione per dare una mano laddove occorra. È fondamentale testimoniare che esiste un’Italia accogliente e non accodata alle brutalità e alle volgarità di Salvini”.

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