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Sea Watch ancora in stallo, Salvini: “Se Carola viene arrestata libero la nave”

La nave della Ong tedesca, dopo un tentativo di avvicinamento a Lampedusa, è ancora in stallo. Salvini: "L'Olanda pagherà le conseguenze".

Salvini Sea Watch Olanda
Salvini Sea Watch Olanda

Continua lo stallo della Sea Watch, ancora bloccata al largo di Lampedusa con il divieto di attraccare e far sbarcare i 42 migranti. In serata la nave ha tentato di entrare nel porto dell’isola, ma a circa un miglio di distanza le autorità le hanno intimato di spegnere i motori, dando inizio all’ennesima notte a bordo per i naufraghi e l’equipaggio, ormai esausti.

Mentre cinque deputati (Delrio, Faraone, Orfini, Fratoianni e Magi) hanno fatto sapere che non scenderanno dalla nave finché il Viminale non darà il via libera allo sbarco, Matteo Salvini continua la sua battaglia con l’Unione Europea e in particolare con l’Olanda, di cui la nave della Ong tedesca batte bandiera.

Lo scontro con l’Olanda

“Come il governo olandese ha affermato da tempo, comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia e riconosciamo i suoi sforzi nel frenare la migrazione incontrollata verso l’Ue”, ha dichiarato Ankie Broekers-Knol, il ministro olandese delle migrazioni, citato dall’Ansa.

Così come “è noto che il governo condivide le preoccupazioni riguardo le azioni della Sea Watch 3. Ma ciò [la bandiera olandese sulla nave, ndr] non significa che prenderemo anche i migranti a bordo”.

Non si è fatta attendere la replica di Salvini, che ha assicurato: “Con il governo dell’Olanda non finisce qui. Se ci fosse una nave italiana che si fa gli affari suoi davanti al porto di Rotterdam, vorrei vedere cosa direbbero. Chi aiuta i trafficanti di esseri umani ne paga le conseguenze“.

“Se pagano, sbarcano in 5 minuti”

Ospite a Dritto e rovescio su Rete4, Matteo Salvini ha evidenziato che per i migranti esiste una possibilità di sbarcare in breve tempo, ma ad alcune condizioni. “Se si rispetta la legge, e cioè se si paga una multa da 50mila euro, se l’equipaggio viene arrestato o espulso, se la nave viene fermata o sequestrata e la smette di andare in giro per il Mediterraneo e sei i 42 immigrati a bordo vengono ridistribuiti nei Paesi europei, io faccio sbarcare la Sea Watch in cinque minuti“, ha spiegato.

Il ministro dell’Interno ha poi commentato l’ininterrotto arrivo di migranti in altri porti, nel silenzio della stampa, mentre la politica si concentra sui 42 naufraghi recuperati dalla Ong. “Gli sbarchi sono calati dell’86%, anche se ogni tanto arriva di notte con barchini e canotti e non ci si può fare niente”, ha dichiarato. “Ad oggi nel 2019 ci sono stati 2.500 sbarchi. Sono ancora troppi ma sono stati più gli espulsi che gli arrivati”.

Avramopoulos: “Sbarco e ricollocamento”

Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos si è detto convinto che “la soluzione per le persone a bordo della Sea Watch è possibile solo una volta sbarcate“. Ha inoltre respinto le accuse di negligenza e disinteresse rivolte all’Europa e, affermando che Bruxelles “è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per ricollocare i migranti quando questi saranno a terra. Rivolgo un appello ai Paesi dell’Unione a mostrare solidarietà. Continueremo a restare a fianco dell’Italia e a tutti gli Stati sotto pressione”. In riferimento alla minaccia di Salvini di non identificare gli immigrati che entrano in Italia, Avramopoulos ha ricordato che “la legge europea prescrive che tutti i nuovi arrivati sul territorio europeo devono essere registrati e devono essere prese le loro impronte digitali. Non ci sono eccezioni a queste regole e le conseguenze sono le procedure di infrazione. Ma non siamo a questo stadio”.

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