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Chi era David Sassoli, l’ex presidente del Parlamento Ue morto

Dalla redazione del Giorno alla conduzione del telegiornale Rai, fino alla carriera politica tra le fila del Partito democratico.

Chi è David Sassoli
Chi è David Sassoli

Presidente del Parlamento Europeo dal 2019, David Sassoli è morto all’età di 65 anni nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2021: chi era e quali sono state le tappe della sua carriera, dall’attività giornalistica svolta tra telegiornali e quotidiani fino a quella politica in Italia e in Europa.

Dai giornali alla televisione

Classe 1965, David Sassoli è nato a Firenze, dove ha mosso anche i primi passi nel mondo del giornalismo. Dalle testate minori è passato a Il Giorno, compiendo il salto di qualità che avrebbe dato una svolta alla sua carriera.

Per sette anni, dalle sue colonne ha commentato le vicende politiche (ma non solo) del Paese, fino a quando, nel 1992, non è passato al piccolo schermo, diventando inviato di cronaca per la Rai. Così, oltre che grazie alla collaborazione con Michele Santoro in Il Rosso e il Nero, il suo volto e la sua voce sono entrati nelle case di tutti gli italiani.

Passano solo quattro anni prima che gli venga affidato un intero programma, dal titolo Cronaca in Diretta, su Rai2.

Il successivo passaggio lo porta al Tg1, dove inizialmente conduce il rotocalco quotidiano Prima e, in un secondo momento, il telegiornale delle 13.30 e delle 20.

La carriera politica

Seguendo le orme del padre, ha guardato sempre con favore alla Lega Democratica di Scoppola e Ardigò, fino a unirsi al neonato Partito democratico di Walter Veltroni. Nel 2009 si è candidato con successo alle elezioni europee come capolista nella circoscrizione dell’Italia centrale.

È giunto dopo quel primo successo l’annuncio di volersi dedicare interamente alla politica, ma nel 2012 arriva la sconfitta a Roma contro Ignazio Marino. Nel 2014, quando il Pd di Renzi ha raccolto oltre il 40% delle preferenze in Europa, Sassoli ha dimezzato i voti ottenuti alle urne precedenti, ma è riuscito comunque a ottenere un posto in Europa e a diventare il vice presidente del Parlamento europeo. Un risultato già straordinario, superato e coronato dall’elezione del 2019.

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