Di Maio accusa i sindacati di trattare con l’indagato Armando Siri
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Di Maio accusa i sindacati di trattare con l’indagato Armando Siri

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Le sigle sindacali hanno in seguito replicato al ministro del Lavoro giudicando le sue parole inaccettabili ed offensive nei toni e nella sostanza.

Stanno già scatenando forti polemiche le parole di Luigi Di Maio in merito alla presenza di Armando Siri all’incontro con i sindacati tenutosi al Viminale il 15 luglio per discutere della prossima Legge di Bilancio. Il ministro del Lavoro non ha infatti apprezzato la convocazione dell’ex sottosegretario, estromesso dal governo Conte in seguito all’emanazione di un’inchiesta per corruzione a suo carico. Nell’incontro di oggi infatti, Siri era presente in qualità di responsabile economico della Lega.

Le parole di Luigi Di Maio


Commentando l’episodio in un post sulla sua pagina Facebook, il vicepremier Di Maio ha dichiarato: “Per quanto riguarda la partecipazione dei sindacati al tavolo con Siri affar loro. Se vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. E ci comportiamo di conseguenza.”

Sempre nello stesso post, Di Maio ha rincarato la dose accusando i sindacati di essere contrari al salario minimo e favorevoli ai privilegi.

Il vicepremier ha infatti scritto: “Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d’oro e i privilegi. Hanno fatto una scelta di campo, la facciamo pure noi! Per quanto mi riguarda, basta recite, pensiamo a governare

La risposta dei sindacati

Una frase quella del ministro che non è piaciuta alle rappresentanze sindacali. In giornata Cgil, Cisl e Uil hanno infatti replicato con fermezza alle parole del ministro, affermando di essere state convocate: “Dal vice presidente del consiglio Matteo Salvini insieme ad altre 40 organizzazioni di rappresentanza in vista della prossima legge di Bilancio, incontro peraltro ampiamente annunciato nei giorni scorsi. Appaiono, quindi, del tutto inaccettabili ed offensive, nei toni e nella sostanza, le osservazioni nei confronti dei sindacati avanzate oggi dal vice premier Di Maio.”


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Jacopo Bongini
Nato a Milano, classe 1993, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in "Nuove Tecnologie dell’Arte". Parallelamente all'ambito artistico, nel quale partecipa a diverse mostre del settore come admin della pagina Facebook Karbopapero 900, durante gli anni universitari sviluppa la passione per il mondo dell’informazione e della comunicazione. Passione che lo porta a diventare collaboratore dapprima per Il Giornale e in seguito per Notizie.it.