Caso Siri, spuntano nuove intercettazioni
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Caso Siri, spuntano nuove intercettazioni

Armando Siri

Emerge un'intercettazione ambientale in cui Arata avrebbe detto di voler dare a Siri 30.000€ in cambio dell'approvazione di misure sulle energie rinnovabili.

Una nuova intercettazione risalente al 10 settembre 2018 incastrerebbe Paolo Arata, ex consulente della Lega per l’energia. Alla presenza del figlio e di Manlio Nicastri, avrebbe detto di voler dare 30.000 euro ad Armando Siri.

Paolo Arata: “A Siri do 30.000 euro”

I pm hanno a disposizione nuovi elementi che coinvolgono Armando Siri e Paolo Arata. Si tratta di una frase pronunciata da quest’ultimo che farebbe riferimento al denaro, quantificato in 30.000 euro, da dare al sottosegretario. In cambio il leghista avrebbe garantito l’approvazione di un emendamento sull’eolico favorevole alle aziende di Arata.

La conferma di ciò arriva anche da Manlio Nicastri, figlio dell’imprenditore Vito accusato di essere vicino a Cosa Nostra. Egli infatti sarebbe stato presente quando Arata pronunciò quelle parole, e insieme al padre ha deciso di collaborare con gli inquirenti. Vito ha confermato: “All’epoca stavo in carcere, era mio figlio che parlava con Arata. E mio figlio mi ha detto che avrebbe fatto un regalo a Siri se l’emendamento fosse passato.

Un regalo che ritengo quantificabile in 30.000 euro”.

L’emendamento poi non passò, a causa dell’opposizione dei Cinque Stelle. Ma la promessa ci sarebbe stata, il che basta a contestare la corruzione. Per dare alle precedenti dichiarazioni il valore di prova in dibattimento, i pm hanno chiesto e ottenuto dal Gip un incidente probatorio, fissato per il 25 luglio.

Dal canto suo, Siri continua a negare qualunque coinvolgimento in questa vicenda. Ha infatti parlato di “spiacevoli ombre che mi vengono gettate addosso tramite calunnie e ricostruzioni totalmente inventate“.

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