Aumento Iva, gli effetti della caduta del governo
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Aumento Iva, gli effetti della caduta del governo

aumento Iva
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L'aumento dell'Iva andrà a colpire la spesa quotidiana delle famiglie. Sarà questa la primaria incombenza del nuovo governo

L’aumento Iva pari al 25% è uno dei rischi a cui si dovrà far fronte all’indomani della crisi di governo. Saranno necessari 23 miliardi di euro per scongiurare l’attivazione delle clausole di salvaguardia. L’obiettivo da raggiungere spetta alla Legge di Bilancio, la quale a sua volta rischia di essere posticipata. L’aumento dell’Iva, previsto dal 2020, è uno degli effetti della caduta dell’attuale governo e apporterà conseguenze dannose per imprese e per le spese quotidiane dei cittadini. Sarà premura del nuovo governo, infatti, evitare che a partire dal prossimo 1 gennaio l’aliquota Iva ordinaria passi dal 22% al 25%. Si verificherebbe un aumento anche per l’Iva ridotta, ora applicata a beni come carne, pesce, uova e molti altri prodotti alimentari. Quest’ultima crescerebbe dal 10% al 13%.

La NaDef dovà essere approvata entro il 27 settembre 2019, informa Informazione Fiscale.it. Entro il 20 ottobre, invece, dovrà essere presentata alla Camere la Legge di Bilancio 2020, i cui termini di scadenza sono previsti entro e la fine dell’anno.

Aumento Iva, le conseguenze

Nel 2016 il governo Renzi con la Legge di Stabilità impiegò 12,8 miliardi e 15,1 l’anno successivo.

14,9 miliardi furono spesi da Gentiloni nel 2019, mentre il governo Conte nell’ultima Manovra si è servito di 12,5 miliardi. 23,1 miliardi per il bilancio pubblico sono moltissimi. Si tratta di una cifra estremamente ingente, pari alle risorse messe a bilancio nel 2020 per il bonus 80 euro (10 miliardi), Reddito di cittadinanza (6,84 miliardi) e Quota 100 (7 miliardi). Così precisa la Repubblica. 30 miliardi di euro è l’importo complessivo della Manovra di autunno, comprendo anche le misure che il governo programma in un anno. Impiegare 23 miliardi con l’esclusiva finalità di frenare l’aumento dell’Iva sarebbe quindi una spesa estremamente ingente. Alla luce dell’attuale crisi di governo, il problema dell’aumento dell’Iva sarà un’esigenza di primaria importanza per il nuovo esecutivo.

Intanto Codacons, l’associazione che difende i diritti dei consumatori, ha indetto uno sciopero per protestare contro il rischio di un aumento Iva, che porterebbe gravi danni all’economia del nostro Paese.

Forti le polemiche anche riguardo il disinteresse del Governo verso i cittadini. L’associazione, infatti, ha chiesto un incontro urgente con Conte e Mattarella, volto a tutelare e garantire gli interessi di consumatori e cittadini italiani.

Per il prossimo 8 settembre, infatti, l’invito è quello di non prendere la macchina se non per estrema necessità, non fare il pieno di benzina né acquisti, se non assolutamente necessari. Ma anche tv spenta per almeno 3 ore.

“Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, infatti, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia. Un altro salasso, dopo i tanti, troppi, già subiti in passato”. Così scrive Codacons.

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.