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L’intervento di Giuseppe Conte alla festa di Fratelli d’Italia

Qualche fischio accoglie il premier Conte ad Atreju, poi la folla si calma. Le priorità del nuovo governo? Iva, Manovra e migranti.

conte presidente della repubblica

Arriva Conte nella fossa di Atreju, alla festa di Fratelli d’Italia organizzata da Giorgia Meloni. Dopo Matteo Salvini, è il momento del premier d’attaccare, non prima di aver calmato gli animi della folla, rumorosi all’inizio. Politiche d’attuare? Iva, Manovra, migranti.

Conte alla festa di Fratelli d’Italia

“Su ragazzi”, batte sulle spalle Bruno Vespa alla folla di Atreju, rumorosa prima dell’intervento del premier Giuseppe Conte, per riportare la calma. Arriva Conte oggi a dire la sua, sabato 21 settembre, dopo l’intervento di Matteo Salvini del precedente venerdì, con i suoi attacchi al governo e alla nuova linea. “Chiedete a Orban perché non ha seguito Salvini. La Lega s’è trovata isolata, anche con altre forze più a destra di Visegrad. Dai Paesi di Visegrad l’Italia raramente è stata sopportata, a partire dai migranti.

E se oggi trovo grandi aperture, non è da quest’ultimi. C’è modo e modo per interpretare l’interesse nazionale e il nazionalismo, quello è un modo isolazionista. Non è praticabile, perché comunque oggi siamo in un sistema integrato e ragionare come se fossimo isolati non ci porta da nessuna parte. In Europa c’è molta disponibilità a venire incontro alle esigenze dell’Italia. Vogliono che un Paese fondatore dia il suo contributo, anche se critico”, inizia così Giuseppe Conte, una volta che il silenzio è calato. Prosegue con l’intervento che si era figurato in testa, commentando l’idea del ministro Fioramonti di tassare merendine e biglietti aerei per fondi per la Manovra: “E’ praticabile”, e parlando del futuro di Alitalia: “L’obiettivo è perseguire la soluzione di mercato.

Sono anche io dell’idea che Delta dovrebbe rinforzare la sua partecipazione, il 10% è un po’ pochino. Se si realizzasse una forte partecipazione di Ferrovie dello Stato, potremmo addirittura creare una sinergia tra trasporto aereo e ferroviario”. Fin qui tutto bene, poi arriva la Manovra, su cui si sofferma: “Il vero ostacolo, e quindi il vero risultato, sarà evitare l’incremento dell’Iva. Un suo aumento potrebbe comprimere ulteriormente la domanda interna. Nella Manovra potremo solo dare dei primi significativi assaggi del progetto politico. Ho preteso, ad esempio, asili nido gratuiti per famiglie con redditi medi e bassi”. Con Vespa che incalza nelle domande – “Dove troverete i soldi” – e Conte, ormai rilassato, che gioca con l’intervistatore: “Il dottor Vespa mi vuole fare rivelare i contenuti della Manovra”.

Renzi, Macron e i migranti

Non poteva mancare il commento su Matteo Renzi, su cui Conte si sofferma a lungo: “Matteo Renzi un ‘demolition man‘ per il governo? Non ho motivo di crederlo.

Durante la formazione del governo non ho sentito mai Renzi, mi ha chiamato la sera prima della formazione del suo nuovo partito. Io sono stato chiaro: se mi avessi avvertito io avrei preteso che nel tavolo della formazione avvenisse il confronto anche con il suo gruppo prima di andare al Parlamento”. E che, ricorda Conte, d’aver parlato e trattato solo con il segretario dem Nicola Zingaretti e le delegazioni del partito. “Nessuna rabbia”, conclude. Poi si arriva al tema dell’immigrazione e degli sbarchi e qualche voce si alza: “La linea dura è nell’interesse di tutti in Europa, quindi noi non possiamo essere il primo approdo di chiunque. Uno Stato sovrano, ancorché integrato in Ue, decide lui chi entra, come e quando. I barchini sono un problema maggiore rispetto alla singola Ong: quest’ultima pone un problema politico perché ci sfida”. Con il commento, ora a mente fredda, sull’incontro con Macron dove Conte – parlando a nome del governo italiano – ha chiesto un “meccanismo automatico” di redistribuzione dei migranti, che non si fermi solo ai richiedendo asilo: “Nel ‘tete-a-tete’ avuto con il presidente Macron questo è stato un argomento molto dibattuto. Su questo sarò testardo fino alla fine. Non possiamo ammettere che la redistribuzione riguardi solo gli aventi diritto all’asilo. Non solo perché sono una percentuale trascurabile, ma perché l’identificazione richiede tempo. Su questo non darò tregua”. Un pubblico che regge fino alla fine, ma che proprio all’ultimo alza la voce, al coro di “elezioni, elezioni“. Con Conte che scansa quasi infastidito l’accostamento con il Pd gridato dal pubblico: “Preciso che non ho mai avuto una tessera di partito, non ho mai partecipato neanche ad un convegno del Pd”.


Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.


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Lavinia Nocelli

Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.

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