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Bellanova, la ministra si commuove: “Penso alle braccianti morte”

Nel corso di un'intervista su Rai 1, la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova si è commossa pensando alle colleghe braccianti morte sul lavoro.

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È stata una Teresa Bellanova inedita quella apparsa nella trasmissione di Rai 1 “Da noi…A ruota libera” condotta da Francesca Fialdini, dove la ministra dell’Agricoltura si è commossa pensando alle amiche braccianti morte sul lavoro. Dopo aver visto un video del suo giuramento come ministro della Repubblica, la Bellanova non ha saputo trattenere le emozioni, ricordando le opportunità che la vita le ha concesso e che invece purtroppo sono state negate a tante sue colleghe.

Bellanova, la ministra si commuove in tv

Al rientro in studio Teresa Bellanova è apparsa visibilmente commossa, tanto da indurre la presentatrice a chiedere se si fosse emozionata. La ministra ha quindi risposto: “Mi sono emozionata e mi sono emozionata tanto. Sono tra quelle persone che ritengono che i sentimenti siano un fatto privato, però ci sono dei momenti in cui non riesci a trattenere l’emozione”.

La Bellanova ha in seguito voluto ricordate i momenti del giuramento, in cui ha pensato alla sua giovinezza trascorsa nei campi: “In quei momenti ti passa la vita davanti, quello che sei quello che hai fatto.

Ho pensato alle mie amiche, a quelli che non hanno avuto l’opportunità che ho avuto io. Io ho faticato molto, ho avuto una vita difficile e in alcuni momenti dura, faticosa. Ma ho avuto tante opportunità, ho potuto fare un figlio bellissimo, ho potuto fare il mio lavoro. Mi sono misurata con le contraddizioni e ho cercato di dare risposte”.

La critica al caporalato

Nel raccontare la sua esperienza come bracciante, la ministra Bellanova ha parlato specificatamente delle dure condizioni a cui erano costrette centinaia di donne vittime del lavoro: “Loro sono morte semplicemente perché avevano bisogno di portare a casa un po’ di reddito, allora si pensava aggiuntivo a quello dei mariti. Venivano stipate in pulmini dove invece di nove persone erano trenta/quaranta, sto parlando di persone morte in “incidenti stradali”, vengono chiamati così.

Sono vittime dello sfruttamento, vittime del fatto che le donne e i lavoratori vengono considerati essere inferiori. Io ho pensato a loro perché avevo l’opportunità di svolgere una funzione importantissima e sentivo il peso della responsabilità”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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