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L’opinione di Fabrizio Boschi

Italia Viva ma solo su Facebook: il solito bluff alla Renzi che tutti temono

Italia Viva per ora campa solo sui social e solo grazie alle inserzioni a pagamento. In tanti sostengono che durerà poco ma l’operazione politica di Renzi si mostra già come un bluff.

Renzi e il partito Italia Viva
Renzi su Italia Viva

Sarà pure come dicono in tanti che il partito di Renzi è come lo yogurt. Nel senso che durerà poco. Intanto però se lo bevono tutti. “Dicono che Italia Viva è un piccolo partito e non conta niente. Però parlano tutti di noi, costantemente. Strano, vero?”, gongola il leader Matteo Renzi su Facebook.
Tanto appena dice una cosa, state pur tranquilli che in passato aveva detto il contrario. Era il 20 novembre 2012, quando dalla Gruber, riferendosi al nascente partito di Montezemolo, Italia futura, di Mario Monti, Renzi affermò che “gli italiani avrebbero il diritto di non essere bombardati una volta al mese di un nuovo partito che nasce. Dateci un po’ di tregua. Non è possibile che ogni volta che c’è un problema, anziché risolvere il problema, si fonda un partito nuovo e si immagina che il partito nuovo, abracadabra, sia quello capace di risolvere i problemi che nel frattempo non si sono risolti.

Non è possibile che tutte le volte nascano partitini che poi si richiamano ad altri. Se continuiamo a fare i partiti nuovi anziché dare risposte ai problemi vecchi, non siamo più credibili. Per me il partito di Montezemolo nasce come una situazione abbastanza pasticciata“.

Lui che è invece uno stratega della comunicazione, non farà pasticci. Al netto dei toni trionfalistici usati dagli esponenti del nuovo partitino (Bonifazi, Boschi & Co.), in vista della Leopolda del 18-19-20 ottobre 2019 a Firenze, l’operazione politica di Renzi si mostra già come un bluff. Non per Renzi, beninteso, ma per gli italiani.

Italia Viva campa su Facebook

Italia Viva, dall’alto del suo presunto 5,6%, per ora campa solo sui social, e solo grazie alle inserzioni a pagamento. Secondo i dati forniti da Facebook, l’investimento fatto in inserzioni online nella settimana del 17-23 settembre 2019, ovvero quella successiva al lancio del partito, ha superato i 4mila euro, come documentato da OpenPolis.

Tutto finanziato direttamente dai Comitati azione civile di Ritorno al futuro, l’associazione che Renzi ha utilizzato in questi mesi per raccogliere fondi e aggregare consenso. Curiosi i post sponsorizzati (in tutto 17): si va da quelli a sostegno di Emma Marrone, a quelli sulla politica internazionale.
C’è da dire che nel periodo storico politico attuale, abbiamo assistito solo a furbizie e bugie a ripetizione, un gioco nel quale tutti truffano tutti. L’esempio della bella politica descritta da Machiavelli, insomma.

Dopo le Politiche del 2018, Salvini e Di Maio, nonostante gli insulti reciproci scambiati per l’intera campagna elettorale, formano un governo, truffando i rispettivi elettorati. Poi Salvini, dichiarando eterna fedeltà a Di Maio, truffa Berlusconi, dal quale aveva avuto il via libera ad andare al governo con il M5s in cambio dell’assicurazione che si sarebbe trattato solo di una soluzione temporanea, e che lui sarebbe rimasto il leader del centrodestra.

Alle Europee Salvini stravince e qui si verifica una doppia truffa.

Conte, aiutato da Francia e Germania, ordisce in segreto una trappola per frenare la corsa di Salvini. E Salvini lavora di nascosto per far cadere Conte che però vince su di lui perché si coalizza con Renzi, il quale gli offre il Pd su un piatto d’argento al posto della Lega, d’accordo con Zingaretti.

Ma, in verità, anche Renzi stava barando, sia con Conte che con Zingaretti. Poco dopo, infatti, molla il Pd e ricatta Conte: adesso se vuoi campare dovrai vedertela con i miei parlamentari e con due ministri in seno al tuo governo. Che detto da lui suona già come un preavviso di sfratto visto cosa fece a Letta.

Certo è che Italia Viva ha complicato, e non poco, la vita al premier Conte, che infatti lo manda già al diavolo. “Non abbiamo bisogno di fenomeni”, ha detto giorni fa, aggiungendo che è un mistificatore ed uno scorretto. Conte avverte che al contrario di Letta – che da Renzi era stato pugnalato alle spalle con la frase “stai sereno” – lui non sta mai sereno perché “so di avere una responsabilità”. Insomma, si è liberato di un Matteo e se n’è ritrovato subito un altro.

Pd, la guerra a Italia Viva

Intanto anche nel Pd è già iniziata la guerra a Italia Viva. Andrea Orlando, vice segretario del Pd, non ne può più delle continue battutine del boy scout di Rignano sull’Arno. Ne ha già parlato con Franceschini e sa che Letta condivide lo stesso fastidio. Tutti e tre ritengono che Zingaretti non abbia la stoffa per tenere testa a Renzi e ai suoi capricci: “A quello lì se non gli urli in testa ti si mangia”. Nessuno si fida di lui e non vogliono offrire il fianco alle sue losche manovre. Sono disposti a tutto, persino a fare cadere il governo e andare alle elezioni a marzo 2020 prima che Italia Viva prenda forma. Non vogliono lasciare a Matteo la scelta di staccare per primo la spina, quando magari sarà per lui più congeniale farlo.

Quindi per ora Renzi sta ottenendo ciò che voleva e il bluff sta funzionando alla perfezione. Se non altro sta ridando potere a un uomo che molti illustri analisti consideravano già finito politicamente. Invece adesso Renzi accede al finanziamento pubblico concesso ai gruppi parlamentari, avrà le sue delegazioni ai tavoli di qualsiasi trattativa e, cosa più importante, una quota certa nelle 400 importanti nomine che il governo sarà chiamato a fare nei prossimi mesi, senza dover più passare da Zingaretti. Non male per uno dato per morto fino a poche settimane fa. Dal suo punto di vista (e dai suoi interessi), conoscendo la sua indole diabolica, l’operazione politica è per il momento vincente.

Ma detto che sin qui tutti hanno truffato tutti, chi trufferà adesso Renzi?

Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laurea in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).


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Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laurea in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).

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