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Di Maio e Renzi avvertono Conte: a cosa deve stare attento

Il monito giunge dopo il sì al taglio di deputati e senatori e l'incontro tra il ministro della giustizia americano e i vertici dei Servizi.

Di Maio Renzi Conte

Dopo l’approvazione definitiva del taglio dei parlamentari, Di Maio avrebbe lanciato un monito al Premier Conte: lo stesso avrebbe fatto Renzi relativamente agli incontri tra Barr e i vertici della nostra intelligence.

L’avvertimento a Conte di Renzi e Di Maio

Il leader grillino l’avrebbe scherzosamente definita “sindrome di visibilità” quella di Giuseppe Conte. Ottenuto il taglio del numero di seggi in Parlamento, ora Di Maio starebbe puntando ad una riforma elettorale proporzionale con soglia di sbarramento. Se questa legislatura è stata blindata dalla riforma, c’è anche infatti chi sostiene che gli alleati di governo avrebbero meno timore delle urne, nonostante la drastica diminuzione degli scranni a loro disposizione.

Spero lo capisca prima che sia troppo tardi e che si faccia male“, avrebbe detto Di Maio ai suoi riferendosi a Conte.

E non da meno sono i segnali lanciati da Renzi. Da una parte ha espresso la sua contrarietà ad alcuni punti contenuti nella Nadef, che anticipa le misure della manovra economica. Dall’altra ha invitato il Premier a fare chiarezza al Copasir sugli incontri tra il ministro americano Barr e i vertici dei servizi segreti. Consigliando anche di abbandonare la delega per affidarla ad un professionista.

Renzi l’avrebbe accusato di scarsa sensibilità istituzionale per aver riunito il ministro Usa e gli 007 allo scopo di verificare “se i governi precedenti avessero combinato dei guai“. Ma se anche fosse successo, lui si toglie da ogni responsabilità. Durante il suo esecutivo la delega ai Servizi l’aveva infati ceduta a Minniti, e nel governo successivo Gentiloni l’aveva tenuta per sé. Un avvertimento dunque a guardarsi non tanto da Italia Viva quando dal Partito Democratico.



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