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Virginia Raggi scrive a Conte: “2,5 miliardi in più per Metro C”

"Possibile che il tratto Fori Imperiali-Clodio della Metro C costi 2,5 miliardi di euro in più del previsto”, così la Raggi avverte il premier Conte

Virginia Raggi scrive a Conte
Virginia Raggi scrive a Conte

I lavori per il tratto centrale della Metro C di Roma, da Fori Imperiali a piazzale Clodio, potrebbero richiedere “un costo aggiuntivo di circa 2,5 miliardi di euro, al momento non finanziato, con un orizzonte temporale difficilmente ipotizzabile”. Così Virginia Raggi scrive a Conte, informandolo in merito a un possibile aumento dei fondi necessari per la tratta metropolitana. La lettera, spedita dal Campidoglio, è indirizzata anche a De Micheli e Gualtieri. Negli ultimi 14 anni, inoltre, sono maturati più di 700 milioni di extracosti. Si tratta di cifre ben lontane dal quadro economico di 3,7 miliardi consegnato al Cipe.

Virginia Raggi scrive a Conte

Nell’ultimo anno avevano già previsto “nuove varianti” pari a 100 milioni di euro. Inoltre, “nei primi mesi del 2019” hanno “iscritto ulteriori riserve per 400 milioni di euro”.

La stima totale calcolata dai tecnici del Campidoglio raggiungerebbe la cifra di 5,5 miliardi di euro. Così nella serata di mercoledì 16 ottobre la Raggi ha inviato la relazione tecnica allegata a una lettera. I destinatari sono il premier Giuseppe Conte e i ministri dei Trasporti e delle Finanze, Paola De Micheli e Roberto Gualtieri. La richiesta prevede che la realizzazione dell’opera non venga commissariata dal governo, richiesta avanzata invece dal PD.

La stima, inoltre, è stata calcolata “proiettando le medesime soluzioni tecniche e le condizioni economiche sin qui sostenute”. Hanno considerato che “l’opera è stata sostanzialmente modificata. Modifica avvenuta in ordine alle soluzioni tecniche adottate per il realizzo, con conseguenze sulla funzionalità dell’infrastruttura. Ma anche in ordine agli aspetti contrattuali in ragione dell’ingente azione amministrativa in itinere intrapresa da Roma Metropolitane”.

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Da tempo i magistrati indagano sui rapporti intercorrenti tra Roma Metropolitane e il Consorzio Metro C.

La relazione sembra fatta di “atti incomprensibili”, “atti concordati fra le parti” e “riserve mai verificate con clausole pattizie”. Così si legge negli atti della Corte dei Conti archiviati nel 2018. Inoltre, nella relazione inviata dalla Raggi, si sottolinea la continuità fra le parti. Quest’ultima avrebbe portato alla “riduzione del prefinanziamento sull’ammontare dell’opera dal 20% al 2%” e alla “riduzione di materiale rotabile da 22 a 16 treni”. Ma anche alla “nuova programmazione per la realizzazione e la messa in esercizio dell’opera con l’introduzione di premi di accelerazione per tratte funzionali parziali” e alla “rimodulazione degli oneri di progettazione”.

Secondo Virginia Raggi, tale contratto “nel corso degli anni è risultato snaturato”. Per questo motivo, a sua detta, “è necessario operare con significativa discontinuità rispetto al passato sia in relazione alle necessità cogenti di prosecuzione della commessa sia in riferimento all’accertamento di eventuali responsabilità”.


Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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