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Figlio di Salvini su moto d’acqua, chiesta archiviazione dalla Procura

La Procura di Ravenna ha chiesto l'archiviazione per i tre agenti coinvolti nel caso del figlio di Salvini salito sulla moto d'acqua della Polizia.

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In merito alla vicenda del figlio di Matteo Salvini fatto salire su una moto d’acqua della Polizia, la Procura di Ravenna ha deciso di chiedere l’archiviazione per i tre poliziotti accusati di aver impedito di effettuare le riprese al giornalista de La Repubblica Valerio Lo Muzio. Agli agenti veniva infatti contestato un atteggiamento volto ad ostacolare quello che era il legittimo diritto di cronaca del giornalista, che stava documentando su una spiaggia pubblica l’utilizzo di un mezzo della Polizia da parte del figlio dell’ex ministro dell’Interno.

Figlio Salvini su moto d’acqua

La richiesta di archiviazione presentata al gip è stata firmata dal pubblico ministero Antonio Vincenzo Bartolozzi e dal procuratore Alessandro Mancini. La motivazione addotta dalla Procura per chiudere definitivamente l’inchiesta risiederebbe nella tenuità del fatto sopracitato. Per l’episodio in questione erano stati richiamati dal Viminale anche i due agenti addetti alla moto d’acqua, che però risolsero la situazione in seguito ad un provvedimento disciplinare interno al corpo.

I tre poliziotti erano stati infatti inizialmente accusati di tentata violenza privata ai danni di Lo Muzio, accusa che dunque non viene negata ma che viene ritenuta in questo caso di lieve entità.

Alla richiesta di archiviazione gli avvocati del giornalista Valerio Lo Muzio stanno attualmente valutando se opporvisi o meno.

Le parole di Lo Muzio

Intervistato in merito alla vicenda, Lo Muzio ha potuto festeggiare una parziale vittoria affermando: “Sono per ora soddisfatto, la richiesta sancisce infatti che un reato è stato commesso. [Un dettaglio] non poco conto, a prescindere dal fatto che il giudice decida di archiviare o meno il fascicolo”. Parlando invee della possibilità di opporsi all’archiviazione del fascicolo d’inchiesta Lo Muzio risponde: “Saranno i miei legali a stabilire cosa fare. Intanto sappiamo che una limitazione al diritto di cronaca c’è stata”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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EMILIO

MA PIANTATELA MI MERAVIGLIO DI CHI SCRIVE QUESTE CAVOLATE E PRENDE SOLDI . MA IL DIRETTORE DI REPUBBLICA NON AVEVA ALTRE NOTIZIE,IN ITALIA ERA ED è TUTTO TRANQUILLO ? SE SPERATE DI CACCIARE SALVINI SPARANDO CAVOLATE SIETE IN ERRORE,QUELLO CHE SCRIVETE CI METTETE DI BUON UMORE E CI FA RIDERE


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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