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Liliana Segre, insulti e minacce: la Procura apre un fascicolo

La senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, è da tempo bersaglio degli haters del web: ora la Procura milanese vuole vederci chiaro.

Liliana Segre insulti e minacce
La senatrice a vita Liliana Segre.

Dopo i continui insulti e le minacce sul web, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo. La senatrice propone la commissione anti-odio al Senato.

Liliana Segre, gli insulti: la Procura indaga

89 anni, sopravvissuta ad Auschwitz, è senatrice a vita dal 19 gennaio 2018 e gira l’Italia per incontrare i giovani e spiegar loro cosa sia stato il nazifascismo.

Oggi è bersaglio di continui insulti su Facebook.

Non ha dubbi Liliana Segre e lo ha fatto capire chiaramente lunedì pomeriggio al convegno “Linguaggio dell’odio” organizzato all’università Iulm di Milano, con il suo solito tono di voce ha descritto i suoi odiatori: “Sono persone per cui avere pena e vanno curate”.

Il sostegno da parte della politica

Oltre alla Procura anche la politica e le istituzioni non si sono fatte attendere.

La Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha parlato di: “Insulto alla storia“, il segretario dem Nicola Zingaretti si è detto: “Schifato” e il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte vuole norme per eliminare il linguaggio dell’odio: “Voi siete l’Italia bella. Noi dobbiamo lavorare tutti insieme per scacciare l’Italia brutta, che si annida in quelle centinaia di messaggi che arrivano alla senatrice Liliana Segre, quello è il messaggio dell’odio e dobbiamo scacciarlo via.

Io inviterò tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, senza distinzione, per introdurre delle norme per contrastare il linguaggio dell’odio a tutti i livelli, nel dibattito pubblico e nelle comunicazioni via social“.

La senatrice a vita ha proposto una commissione anti-odio e ha confessato a chi le ha chiesto se queste persone si possano recuperare: “La speranza in una nonna c’è sempre, ma la realtà qualche volta si abbatte sopra la speranza con una bastonata tremenda.

Io di bastonate ne ho prese tante e sono ancora qui“.

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